Il Caffè

Caffè

(Coffea Arabica)

Aspetti Botanici:

Il Caffè è una pianta originaria dell’altopiano etiopico, ormai diffusa in tutte le aree calde del pianeta, particolarmente in Centro Africa e Brasile. A oggi il maggiore produttore di caffè (tipologia Arabica) è il Brasile, che da solo soddisfa la maggior parte della richiesta globale. Segue la Colombia, che ne fornisce una quantità minore, ma di qualità migliore rispetto al Brasile.

Il Processo di Lavorazione

La pianta del caffè  è un piccolo albero, coltivato ad arbusto per facilitarne la raccolta: una volta che il frutto ha raggiunto la completa maturazione, lo si preleva dalla pianta e la prima operazione è l’estrazione del seme (che si presenta di colore verde-giallo) dal frutto. Questa operazione può essere fatta col metodo umido (il frutto immerso in acqua si rigonfia ed è facile separarlo dal seme), o a secco (il frutto va spolpato): il prodotto così ottenuto viene detto Caffè Pergamino.

Entrambi i metodi passano quidi alla fase successiva di eliminazione della pellicola (membrana interna del frutto), che avvolge il seme: il processo avviene tramite insufflazione, dove un getto d’aria fa volare via la membrana, ottenendo così il Caffè Nudo.

A questo punto avviene una pulitura, e a seguire la torrefazione: la torrefazione del caffè avviene a una temperatura di circa 200-240°C, ed è lo step che cuoce i chicchi (che diventano così bruni), e in cui si sviluppa l’aroma.

La superficie del seme diventa lucida ed untuosa, dovuta allo sviluppo di glicoproteine e terpeni che nel loro insieme vengono chiamati Caffeone, che è il responsabile del bruciore di stomaco che avvertono le persone più sensibili a questa bevanda.

La fase finale è la macinazione: ora il caffè in  polvere può essere utilizzato per ottenere una delle bevande più famose in tutto il mondo.

La Caffeina

Il principio attivo del Caffè è la Caffeina, un alcaloide Xantinico che dà effetti molto rapidi (circa 15-45 minuti) dall’assunzione, poiché passa molto facilmente le membrane biologiche dell’organismo.

Agisce a vari livelli dell’organismo:

  • Sistema Nervoso Centrale: è un eccitante che stimola la concentrazione, l’attenzione e la veglia;
  • Cuore: aumenta la frequenza dei battiti (attività cronotropa-positiva) e la forza del muscolo cardiaco (inotropo-positivo);
  • Sistema Digerente: a livello dello stomaco stimola la secrezione gastrica, aiutando la digestione (per questo generalmente assumiamo caffè dopo i pasti);
  • Sistema Circolatorio: è vasocostrittore, agisce sulle pareti del vaso e ne diminuisce il lume. Non è per questo motivo indicata in caso di ipertensione.

Siccome non tutti tollerano questo principio attivo, esistono cultivar di specie ibride che non contengono caffeina, e dai quali si ricava il caffè decaffeinato.

Un altro modo per ottenere il caffè decaffeinato, è quello di estrarre la caffeina dal chicco prima della fase di torrefazione:  il seme viene fatto rigonfiare tramite macerazione in acqua, e la caffeina fuoriesce poiché è solubile in acqua.

Può essere impiegata anche l’anidride carbonica supercritica: l’anidride carbonica portata ad elevata pressione e temperatura, diventa supercritica, ossia ha delle caratteristiche a metà tra quelle di un liquido e quelle di un gas. In questo stato, fatta passare sul caffè, estrae la caffeina.

La Caffeina in Cosmesi

A livello cosmetico, la caffeina ha importanza per preparati che agiscono prevalentemente sulla cellulite, sulla caduta del capello e come tonico energetico per il sostegno dell’affaticamento fisico e mentale.

Per quanto riguarda la cellulite, massaggiata a livello locale, mobilizza i grassi a livello degli adipociti (cellule del tessuto adiposo che sintetizzano e accumulano grassi), che si muovono così verso l’esterno della cellula.

E’ utilizzata anche per prodotti che agiscono sulla caduta del capello in quanto va a stimolare il microcircolo sottocutaneo, apportando più sangue, e quindi più alimenti al bulbo pilifero. Ne deriva che il bulbo è maggiormente stimolato.