Il Gingko

Ginkgo

(Ginkgo Biloba)

Il Ginkgo è una pianta arborea caducifoglia, appartenente alla famiglia delle Gimnosperme, molto comune nei giardini e nei viali alberati, che può raggiungere anche l’altezza di 40 metri. Le piante sono differenziate in alberi maschili (riconoscibili dalla linea slanciata e dai rami più lunghi), e femminili (caratterizzati da una forma più rotondeggiante). L’albero femminile di Ginkgo inoltre produce ovuli, che una volta maturi emettono un odore molto cattivo e agre, e risultano tossici per l’organismo umano (basti pensare che la tossicità dei semi contenuti in questi frutti può portare anche alla morte). Per questo motivo le piante maschio vengono preferite nell’uso ornamentale.

E’ considerato un vero e proprio fossile vivente, in quanto ritrovamenti di fossili di foglie di Ginkgo, testimoniano che la pianta era già presente sulla Terra 250 milioni di anni fa. L’albero veniva usato moltissimo in Oriente dai monaci Cinesi per abbellire i luoghi di culto, e gli esploratori Europei col tempo lo importarono da lì in tutto l’Occidente. Il primo ad iniziare questa importazione fu il botanico tedesco Engelbert Kaempfer, che si innamorò di questa bellissima pianta.

L’albero è caratterizzato da foglie flabellate (cioè a forma di farfalla), infatti il picciolo fogliare si divide al centro originando due lobi più o meno definiti. In autunno queste particolari foglie da verdi e lucenti si tingono di un giallo dorato.

Usi:

Del Ginkgo vengono impiegate proprio le foglie, raccolte al momento del picco vegetativo, che coincide con la fine del mese di Giugno, e l’inizio di Luglio.

Il fitocomplesso è caratterizzato dalla presenza di tre tipologie di principi attivi: flavonoidi; triterpeni detti Ginkgolidi; e il Bilabolide, appartenente alla famiglia dei lattoni.

L’estratto viene tuttavia titolato in Ginkgolidi, che agiscono sul sistema circolatorio e quindi sui vasi sanguigni con l’attività di “radical-scavenger”, ossia letteralmente di “spazzini dei radicali liberi”.

E’ utilizzato per la preparazioni di tinture madri, opercoli e compresse ad uso interno, ad  attività tonico-stimolante. Infatti il Ginkgo agisce sollecitando la memoria e le attività cognitive. Inoltre  un particolare Ginkgolide, il Ginkgolide B, ha azione anti-PAF (un mediatore intracellulare coinvolto nei processi di aggregazione piastrinica e conseguentemente anche nella formazione dei trombi), avendo quindi un azione di fluidificante sanguigno.

Gli integratori di Ginkgo Biloba sono quindi indicati nell’età avanzata, tuttavia non devono essere assunti da chi fa uso di antiaggreganti piastrinici (Cardioaspirina, Warfarin e Cumadin ad esempio).

Ginkgo e Cosmesi

In cosmesi l’estratto di Ginkgo, il cui nome INCI è Ginkgo Biloba Leaf Extract, viene impiegato per la formulazione di creme e sieri per il viso, specifici per le pelli arrossate e ipersensibili.

 Una volta assorbito in seguito al massaggio, l’estratto contenuto nel cosmetico, grazie alla sua azione circolatoria agisce sul microcircolo sottocutaneo, stimolandolo. Disturbi dermatologici come Couperose e più gravemente la Rosacea, sono causate infatti da una debolezza dei vasi sanguigni sottocutanei, che si dilatano e risultano visibili in superficie. Cosmetici contenenti Ginkgo tonificano i vasi, e quindi possono aiutare anche le situazioni più critiche.

Questi preparati sono anche indicati per dare comfort alle pelli iperattive, ossia quelle che tendono ad arrossarsi molto facilmente in seguito a cambiamenti climatici (vento, freddo e sbalzi di temperatura), fenomeni allergici o stati emotivi.