Il Carciofo

Carciofo

(Cynara Scolymus)

Il Carciofo è una pianta erbacea bienne (cioè che acquista il suo sviluppo in due anni) appartenente alla famiglia delle Composite Tubuliflore: il primo anno si  origina una rosetta basale, dal secondo anno, poi, accresce un fusto sul quale si sviluppano grandi fiori, con infiorescenze a capolino. In cucina vengono utilizzate le brattee, come alimento, prima che il fiore raggiunga la fioritura. Non essendo una pianta che si ritrova in crescita spontanea nelle campagne, si pensa che sia originata dopo un lungo periodo di selezione dalla coltivazione del cardo.

Ha importanza erboristica per le sue foglie, che vengono raccolte al primo e al secondo anno di vita della pianta. Il loro fitocomplesso comprende una frazione orto-di-fenolica dove sono presenti composti mono-caffeilchinici e di-caffeilchinici, tra i quali il più importante è la Cinarina. Si trovano poi sesquiterpeni lattonici, responsabili del sapore amaro, tra cui la Cinaropicrina; flavonoidi e acidi organici. A seconda del tempo di raccolta, le foglie presentano i vari principi attivi del fitocomplesso in percentuali differente: ad esempio alla fine del primo anno è massima la percentuale della frazione orto-di-fenolica, quindi la pianta assume la massima importanza per l’interesse erboristico; mentre per l’uso culinario la pianta deve raggiungere il secondo anno di età.

Usi:

Il Carciofo viene impiegato per la sua attività eupeptica, cioè migliora la funzionalità digestiva, induce la secrezione salivare in quanto il sapore amaro si riflette sull’attività ghiandolare della bocca, stimolandola. Va a aiutare anche l’attività della cistifellea, per le proprietà coleretiche: cioè fa aumentare la quantità di bile secreta, che dal dotto coledoco arriva al tratto duodenale dell’intestino tenue. Inoltre va sia a stimolare la formazione di nuove cellule del fegato, che a proteggere gli epatociti.

Il Carciofo è usato anche come depurativo e drenante, poiché fa aumentare il volume delle urine eliminate: lo troviamo in questo caso affiancato a piante quali il Tarassaco o la Verga d’Oro, dalle proprietà diuretiche.

Per quanto riguarda la produzione erboristica, lo ritroviamo in prodotti fluidi, tisane o compresse ad attività digestiva, eupeptica, e depurativa del fegato. Il Carciofo è spesso abbinato a piante che lavorano con lui in sinergia, come il Cardo Mariano, che ha sempre un’attività coleretica e colagoga sulla cistifellea; e la Curcuma, che è un potente antiossidante che agisce su tutto il sistema digerente.

I preparati a base di questi fitocomplessi, sono indicati in caso di affaticamento digestivo e pesantezza postprandiale, tuttavia sono indicati anche in tutti i casi in cui occorre una depurazione interna, che coinvolga in particolar modo il fegato: un esempio è l’assunzione quotidiana di farmaci, oppure un cura farmacologica molto pesante; in caso di abuso di alcolici o alcolismo, ma anche ogni qualvolta non si sia riusciti a rispettare una dieta alimentare corretta.

Curiosità:

Per quanto riguarda l’industria dei liquori, l’estratto di Carciofo è usato per la produzioni di alcolici digestivi, appunto per le proprietà stomachiche e digestive.