La Dispepsia

La Dispepsia

La dispepsia è l’insorgere di tutti quei sintomi che si manifestano dopo il pasto e che comprendono: dolori, peso allo stomaco, nausea postprandiale…

Le cause sono da ricercarsi tra tantissimi fattori: stress, uso di farmaci (Fans ad esempio), alimentazione eccessiva o squilibrata, o infezione da Helicobacter Pylori.

Il consiglio è innanzitutto quello di mangiare più lentamente, in modo da far entrare meno aria e contrastare il gonfiore addominale. Inoltre masticare di più significa far rimanere più a lungo i cibi all’interno della bocca, ed è proprio grazie alla saliva presente nel cavo orale che inizia il processo digestivo.

Fondamentale è anche un corretto approccio al cibo: il benessere gastrico inizia anche da un’abitudine alimentare che deve ricadere sempre più o meno alla stesa ora, sia a pranzo che a cena, in modo da scandire un ritmo nel nostro organismo. Nell’arco della giornata andrebbero fatti 5 pasti: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena; in modo tale che si assumano quantità di cibo minori, ma ben distribuite nella giornata; e si evitino momenti prolungati di digiuno con conseguenti abbuffate nei pasti principali. Questa indicazione, oltre che aiutare il nostro apparato digerente, aiuta anche la nostra linea!!!

I prodotti che vanno a contrastare la dispepsia sono i digestivi, formulazioni caratterizzate da piante definite “ad amari”, cioè che presentano ne loro fitocomplesso elementi che attribuiscono all’estratto un sapore amaro. L’amaro infatti è una sensazione che si riflette sul nostro organismo facendo aumentare le secrezioni orali, gastriche e biliari; e l’aumento del secreto prodotto migliora la qualità della digestione.

Piante che entrano nella composizione di prodotti ad amari sono: la Genziana, il Boldo, la Cicoria, il Rabarbaro…

Si possono trovare sia formulazioni fluide (succhi), che compresse e anche tisane.

Dispepsia e Helicobacter Pylori

I disturbi digestivi, non sono causati solamente da fattori di stress, o da ciò che mangiamo, ma possono derivare dalla presenza di un microorganismo: l’Helicobacter Pylori.

L’Helicobacter Pylori, è un batterio GRAM-negativo che ha la capacità di sopravvivere al pH acido dei succhi gastrici, e quindi è in grado di colonizzare lo stomaco. E’ una delle cause più frequenti di gastriti e ulcere gastriche. Questo batterio è in grado di attaccarsi alla mucosa dello stomaco tramite i suoi flagelli (organo di locomozione dei batteri a forma cilindrica). Riesce a sopravvivere anche al pH estremo dello stomaco perché produce un particolare enzima, l’ureasi, che secreto all’esterno della cellula batterica, gli crea un ambiente tutt’attorno, che gli permette la sopravvivenza, annullando l’effetto dell’acido. Molti di noi ne sono inconsapevolmente portatori sani, ma le nostre difese immunitarie ci proteggono dalla sua azione. In caso di soggetti con un difesa immunitaria molto indebolita, l’organismo umano non è in grado di dare protezione, e subiamo gli effetti negativi di questo microorganismo.

L’Helicobacter Pylori causa da prima la gastrite, cioè l’infiammazione della mucosa dello stomaco, e  successivamente si può arrivare anche alla formazione di ulcere. Il batterio, infatti, va ad attaccare lo strato di muco protettivo delle pareti gastriche, e di conseguenza lo stomaco perde la sua difesa: i succhi gastrici iniziano a corrodere le pareti stesse dell’organo, causando da prima gastrite, e successivamente ulcere. Se queste ultime diventano molto profonde, e non vengono curate, con passare di molto tempo possono provocare il cancro dello stomaco.

In genere occorre una biopsia per individuarlo, e viene trattato con una terapia antibiotica mirata.