Stomaco e Disturbi Digestivi

Lo Stomaco e i Disturbi Digestivi

I disturbi che affliggono l’apparato digerente sono differenti, ma possono essere tutti correlati a uno stile di vita non sano e non corretto. L’apparato digerente nasce appunto per digerire i cibi che noi vi introduciamo, tuttavia se mangiamo alimenti più digeribili, il processo digestivo sarà più semplice; mentre se ingeriamo eccessi di cibi poco digeribili, come i fritti, allora la difficoltà digestiva aumenta. Anche una vita sedentaria può portare a problemi digestivi, il moto infatti aiuta a contrastare ad esempio l’insorgenza della stipsi.

L’alimentazione e il movimento sono quindi indispensabili per la salute del nostro apparato gastrointestinale.

A livello dello stomaco, i disturbi digestivi che si possono presentare più facilmente sono: la Pirosi Gastrica, la Dispepsia e l’Aerofagia.


La Pirosi Gastrica

La Pirosi Gastrica è il termine che racchiude la sensazione di dolore e bruciore allo stomaco. La sensazione provata è dolore che dalla zona dello stomaco si propaga all’esofago, alla faringe e alla gola. In bocca si può percepire salivazione abbondante, reflusso gastrico e ipersalivazione.

La cause che possono portare all’insorgenza dalla pirosi gastrica sono svariate: assunzione di cibi troppo speziati, piccanti o acidi (agrumi, succhi di frutta ed esempio); reazioni emotive che portano a eccessive secrezioni gastriche; oppure cause iatrogene, cioè correlate all’utilizzo di diversi farmaci che provocano problemi gastrici, come cortisonici e antinfiammatori non steroidei (FANS)

Individuare la differente causa, è fondamentale per selezionare la tipologia di trattamento più indicato a risolvere il problema.

Esistono due tipologie di prodotti che contrastano la pirosi gastrica: i citoprotettori (di natura Vegetale) e gli antiacidi (di natura minerale).

I Citoprotettori

I Citoprotettori derivano da piante che nel loro fitocomplesso hanno un’elevata percentuale di polisaccaridi, come l’Aloe (privata di antrachinoni), l’Atea, la Malva…

I Citoprotettori aiutano nei casi di Pirosi Gastrica in quanto le mucillagini (polisaccaridi), vanno a distribuirsi sulla parete interna dello stomaco, ricoprendolo: in questo modo si evita il contatto dei succhi acidi con le pareti dello stomaco, e allo stesso tempo è limitata la risalita verso l’esofago.

Generalmente si presentano in forma di tavolette masticabili, da far sciogliere in bocca diverse volte al giorno al momento del bisogno, o anche circa un’ora prima del pasto. In questo modo le mucillagini delle piante si gonfiano a contatto con l’acqua presente nella saliva e nel lume dello stomaco, e si dispongono sulle pareti gastriche. Nelle formulazioni di questi integratori, si possono abbinare anche piante come la Liquirizia e la Camomilla, che non sono dei veri e propri citoprotettori per definizione, ma agiscono sempre come protettori dello stomaco dall’acidità.

La Liquirizia è infatti in grado di modificare la qualità del succo gastrico secreto, rendendolo meno acido; la Camomilla invece ha attività stomachiche antispasmodiche e lenitive.

Gli Antiacidi

Gli antiacidi, hanno natura minerale, e hanno il compito di andare a tamponare il pH dello stomaco: alzandosi il valore del pH, si riduce d’acidità dei succhi gastrici.

In genere sono ossidi o idrossidi derivati da Calcio, Alluminio e Magnesio. Il problema di questa tipologia di prodotti, è che diminuendo l’acidità dei succhi digestivi, vanno anche a ridurre la capacità digestiva: ricordiamo infatti che il compito dei succhi dello stomaco è quello di sciogliere i cibi, per permettere il successivo processo digestivo a livello dell’intestino tenue.

Inoltre bisogna prestare attenzione all’interazione che gli antiacidi possono avere con vari farmaci: la biodisponibilità del farmaco stesso può venir ridotta, e l’effetto farmacologico può risultare di entità minore.


La Dispepsia

La dispepsia è l’insorgere di tutti quei sintomi che si manifestano dopo il pasto e che comprendono: dolori, peso allo stomaco, nausea postprandiale…

Le cause sono da ricercarsi tra tantissimi fattori: stress, uso di farmaci (Fans ad esempio), alimentazione eccessiva o squilibrata, o infezione da Helicobacter Pylori.

Il consiglio è innanzitutto quello di mangiare più lentamente, in modo da far entrare meno aria e contrastare il gonfiore addominale. Inoltre masticare di più significa far rimanere più a lungo i cibi all’interno della bocca, ed è proprio grazie alla saliva presente nel cavo orale che inizia il processo digestivo.

Fondamentale è anche un corretto approccio al cibo: il benessere gastrico inizia anche da un’abitudine alimentare che deve ricadere sempre più o meno alla stesa ora, sia a pranzo che a cena, in modo da scandire un ritmo nel nostro organismo. Nell’arco della giornata andrebbero fatti 5 pasti: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena; in modo tale che si assumano quantità di cibo minori, ma ben distribuite nella giornata; e si evitino momenti prolungati di digiuno con conseguenti abbuffate nei pasti principali. Questa indicazione, oltre che aiutare il nostro apparato digerente, aiuta anche la nostra linea!!!

I prodotti che vanno a contrastare la dispepsia sono i digestivi, formulazioni caratterizzate da piante definite “ad amari”, cioè che presentano ne loro fitocomplesso elementi che attribuiscono all’estratto un sapore amaro. L’amaro infatti è una sensazione che si riflette sul nostro organismo facendo aumentare le secrezioni orali, gastriche e biliari; e l’aumento del secreto prodotto migliora la qualità della digestione.

Piante che entrano nella composizione di prodotti ad amari sono: la Genziana, il Boldo, la Cicoria, il Rabarbaro…

Si possono trovare sia formulazioni fluide (succhi), che compresse e anche tisane.

Dispepsia e Helicobacter Pylori

I disturbi digestivi, non sono causati solamente da fattori di stress, o da ciò che mangiamo, ma possono derivare dalla presenza di un microorganismo: l’Helicobacter Pylori.

L’Helicobacter Pylori, è un batterio GRAM-negativo che ha la capacità di sopravvivere al pH acido dei succhi gastrici, e quindi è in grado di colonizzare lo stomaco. E’ una delle cause più frequenti di gastriti e ulcere gastriche. Questo batterio è in grado di attaccarsi alla mucosa dello stomaco tramite i suoi flagelli (organo di locomozione dei batteri a forma cilindrica). Riesce a sopravvivere anche al pH estremo dello stomaco perché produce un particolare enzima, l’ureasi, che secreto all’esterno della cellula batterica, gli crea un ambiente tutt’attorno, che gli permette la sopravvivenza, annullando l’effetto dell’acido. Molti di noi ne sono inconsapevolmente portatori sani, ma le nostre difese immunitarie ci proteggono dalla sua azione. In caso di soggetti con un difesa immunitaria molto indebolita, l’organismo umano non è in grado di dare protezione, e subiamo gli effetti negativi di questo microorganismo.

L’Helicobacter Pylori causa da prima la gastrite, cioè l’infiammazione della mucosa dello stomaco, e  successivamente si può arrivare anche alla formazione di ulcere. Il batterio, infatti, va ad attaccare lo strato di muco protettivo delle pareti gastriche, e di conseguenza lo stomaco perde la sua difesa: i succhi gastrici iniziano a corrodere le pareti stesse dell’organo, causando da prima gastrite, e successivamente ulcere. Se queste ultime diventano molto profonde, e non vengono curate, con passare di molto tempo possono provocare il cancro dello stomaco.

In genere occorre una biopsia per individuarlo, e viene trattato con una terapia antibiotica mirata.


L’Aerofagia

L’aerofagia è un disturbo che interessa il nostro sistema digerente, e si presenta in seguito all’ingestione di molta aria, che una volta raggiunto lo stomaco, fa gonfiare l’organo. Le conseguenze sono eruttazioni, flatulenze, meteorismo e gonfiore addominale.

Le cause sono principalmente da ricercarsi in un consumare i pasti in modo troppo velocemente, ma anche nel bere troppo rapidamente. Tuttavia spesso ne vengono colpiti anche i fumatori, poiché in seguito all’aspirazione del fumo, entra anche una quantità maggiore aria nel digerente.

Tuttavia l’aerofagia, può essere dovuta anche da altri disturbi gastrici, come gastriti o ulcere.

Il consiglio è quello di imparare a mangiare più lentamente, tenendo la bocca chiusa durante la masticazione, in modo che non venga fatta entrare troppa aria nella bocca. Anche la dimensione del boccone che introduciamo nella cavità orale, non deve essere eccessiva; ed è importante che la fase di masticazione duri il tempo necessario perché gli alimenti siano ben sminuzzati prima di venir ingoiati. Per chi soffre di aerofagia, è consigliabile evitare l’ingestione di bevande gassate, che già di per sé inducono gonfiori, flatulenze ed eruttazioni: preferire acque minerali naturali alle frizzanti, ed evitare le bibite gassate.

Per contrastare l’aerofagia, abbiamo a disposizione una serie di piante carminative: ossia piante, che presentano dei fitocomplessi in grado di adsorbire i gas addominali, contrastando sia le eruttazioni, che le flatulenze, che i gonfiori.

Le piante principali che vengono ad avere queste proprietà sono il Finocchio, il Carvi, il Cumino e l’Anice Stellato. Tuttavia anche la Camomilla, la Malva, la Liquirizia e lo Zenzero presentano le stesse attività, ma meno marcate. In commercio li troviamo inseriti all’interno di formulazioni solide (capsule o tavolette masticabili), liquide (gocce o fluidi da bere), e  tagli tisana.

Un altro elemento molto impiegato per aiutare a combattere l’aerofagia, è il Carbone Vegetale. Il Carbone Vegetale è un prodotto che si ricava dalla combustione senza fiamma di legnami di alberi come pioppo e salice, e che conseguentemente viene messo a macerare in acqua. Ciò che ne deriva è una materia molto porosa, ad altissima attività adsorbente. Viene poi frammentato, e utilizzato per la preparazione di compresse, o polveri.

L’impiego del carbone, tuttavia, non deve avvenire per periodi prolungati, ma solo al bisogno; poiché, se il lasso di tempo di assunzione è troppo ampio, si può osservare una diminuzione dell’assorbimento dei nutrienti e delle vitamine a livello intestinale.

L’uso del Carbone Vegetale, deve essere preferibilmente evitato da chi fa una cura farmacologica a ciclo giornaliero, o da chi assume antibiotici, in quanto l’elevato potere adsorbente, può andare ad inglobare anche una frazione del principio attivo del farmaco, diminuendone l’attività.