L’Aerofagia

L’Aerofagia

L’aerofagia è un disturbo che interessa il nostro sistema digerente, e si presenta in seguito all’ingestione di molta aria, che una volta raggiunto lo stomaco, fa gonfiare l’organo. Le conseguenze sono eruttazioni, flatulenze, meteorismo e gonfiore addominale.

Le cause sono principalmente da ricercarsi in un consumare i pasti in modo troppo velocemente, ma anche nel bere troppo rapidamente. Tuttavia spesso ne vengono colpiti anche i fumatori, poiché in seguito all’aspirazione del fumo, entra anche una quantità maggiore aria nel digerente.

Tuttavia l’aerofagia, può essere dovuta anche da altri disturbi gastrici, come gastriti o ulcere.

Il consiglio è quello di imparare a mangiare più lentamente, tenendo la bocca chiusa durante la masticazione, in modo che non venga fatta entrare troppa aria nella bocca. Anche la dimensione del boccone che introduciamo nella cavità orale, non deve essere eccessiva; ed è importante che la fase di masticazione duri il tempo necessario perché gli alimenti siano ben sminuzzati prima di venir ingoiati. Per chi soffre di aerofagia, è consigliabile evitare l’ingestione di bevande gassate, che già di per sé inducono gonfiori, flatulenze ed eruttazioni: preferire acque minerali naturali alle frizzanti, ed evitare le bibite gassate.

Per contrastare l’aerofagia, abbiamo a disposizione una serie di piante carminative: ossia piante, che presentano dei fitocomplessi in grado di adsorbire i gas addominali, contrastando sia le eruttazioni, che le flatulenze, che i gonfiori.

Le piante principali che vengono ad avere queste proprietà sono il Finocchio, il Carvi, il Cumino e l’Anice Stellato. Tuttavia anche la Camomilla, la Malva, la Liquirizia e lo Zenzero presentano le stesse attività, ma meno marcate. In commercio li troviamo inseriti all’interno di formulazioni solide (capsule o tavolette masticabili), liquide (gocce o fluidi da bere), e  tagli tisana.

Un altro elemento molto impiegato per aiutare a combattere l’aerofagia, è il Carbone Vegetale. Il Carbone Vegetale è un prodotto che si ricava dalla combustione senza fiamma di legnami di alberi come pioppo e salice, e che conseguentemente viene messo a macerare in acqua. Ciò che ne deriva è una materia molto porosa, ad altissima attività adsorbente. Viene poi frammentato, e utilizzato per la preparazione di compresse, o polveri.

L’impiego del carbone, tuttavia, non deve avvenire per periodi prolungati, ma solo al bisogno; poiché, se il lasso di tempo di assunzione è troppo ampio, si può osservare una diminuzione dell’assorbimento dei nutrienti e delle vitamine a livello intestinale.

L’uso del Carbone Vegetale, deve essere preferibilmente evitato da chi fa una cura farmacologica a ciclo giornaliero, o da chi assume antibiotici, in quanto l’elevato potere adsorbente, può andare ad inglobare anche una frazione del principio attivo del farmaco, diminuendone l’attività.