La Stipsi

Stipsi

La stipsi, è definita come una difficoltà nello svuotare completamente, o in parte l’intestino. Si presenta in genere come durezza e secchezza delle feci, e in alcuni casi può diminuire anche lo stimolo della defecazione.

Va tenuto comunque sempre presente, che ognuno di noi, ha una attività intestinale propria a soggettiva, che può portare a un’evacuazione più o meno frequente, rispetto a un altro soggetto.

La stitichezza può derivare da tantissime cause: stress, alimentazione non corretta, introduzione di volumi limitati di acqua, poca attività fisica, assunzione di farmaci, cambiamenti climatici…

In genere vengono colpite, soprattutto le donne, ma nella fascia d’età tra i 40 e i 60 anni, la differenza con il numero di uomini interessati da stitichezza, diminuisce. Quando si superano i 60 anni, la percentuale di individui dei due sessi, è pressoché uguale, poiché l’utilizzo di farmaci coronarici, impiegati dalla maggior parte della popolazione di quell’età, aumenta l’assorbimento di acqua nel lume intestinale, con un conseguente indurimento delle feci.

Spesso, per apportare un rimedio a questa problematica, basta seguire alcune semplici regole. Ad esempio aumentare l’apporto di fibre introdotte con la propria dieta: le fibre, infatti, sono catene di polisaccaridi che all’interno dell’intestino, quando vengono a contatto con l’acqua presente nel lume, rigonfiano, e stimolano l’evacuazione. Bere di conseguenza molta acqua durante il giorno, aiuta da una parte ad ammorbidire le feci, dall’altra a far rigonfiare meglio le fibre che introduciamo quotidianamente con frutta e verdura.

Un’ altra regola molto importante, è quella di rispettare sempre la nostra flora batterica intestinale. I microorganismi che popolano il nostro intestino, sono fondamentali per la corretta funzionalità di esso. In seguito a sbalzi di temperatura, assunzione di farmaci, malattie, e situazioni di stress, la nostra flora batterica può subire gravi perdite, con un conseguente peggioramento della funzionalità intestinale. Assumere probiotici, cioè fermenti lattici vivi (bifidobatteri e lattobacilli ad esempio), con yogurt, o anche con integratori che li apportino, aiuta a ripopolare la nostra flora batterica, e a migliorare le condizioni intestinali. Anche l’apporto di prebiotici è molto importante. I prebiotici, sono sostanze che non vengono assorbite e lavorate dal nostro organismo, ma che diventano il “cibo” di cui si nutrono i nostri batteri intestinali: l’esempio più significativo è un fruttoligosaccaride, l’inulina.

Infine, l’attività fisica, e il mantenimento di un peso corporeo idoneo, sono fondamentali per il corretto funzionamento dell’intestino.

Quando tutte queste regole, non bastano per regolarizzare il nostro organismo, dobbiamo ricorrere a prodotti che vengono utilizzati per contrastare la stipsi, cioè i lassativi: ne esistono di differenti tipologie, ognuno con il proprio meccanismo d’azione, ma tutti devono seguire delle regole generali nella loro assunzione.

Lassativi: Regole d’Assunzione

In primis, va specificato che l’utilizzo di un lassativo deve essere occasionale: l’intestino non si deve abituare all’aiuto apportato dal prodotto, per non impigrirsi ulteriormente. Se il lassativo è usato in modo scorretto, e si è prolungato il suo utilizzo ad un periodo temporale esteso, non va interrotto bruscamente, ma il nostro organismo deve avere il tempo necessario per riattivarsi, e riabituarsi a lavorare in autonomia: si passa quindi dall’uso quotidiano, ad un’alternanza ad esempio di due giorni sì e uno no per la prima settimana, e quindi due giorni no e uno sì nella seconda settimana. In questo modo si arriva all’interruzione completa all’inizio della settimana seguente.

Inoltre, prima di iniziare ad usare un prodotto lassativo, bisogna individuare la causa primaria che ha portato alla stitichezza. Ad esempio, se siamo di fronte a un caso di stipsi da stress, l’utilizzo del solo lassativo, non porta alla risoluzione stessa del problema, ma sarà necessario combinare anche prodotti rilassanti, che aiutino a contrastare la vera causa del disturbo.

Infine, va tenuto presente, che ogni organismo reagisce ai vari prodotti in modo differente, e nelle persone più sensibili, si possono verificare sintomatologie momentanee e transitorie dovute al loro impiego.

Le tipologie di Lassativi

I prodotti lassativi vengono suddivisi in quattro categorie, a seconda del meccanismo d’azione del prodotto stesso, che sono: lassativi lubrificanti, lassativi osmotici, lassativi irritanti e lassativi di massa.

I Lassativi Lubrificanti

I lassativi lubrificanti, I lassativi lubrificanti, sono prodotti molto delicati sulle pareti intestinali, e nascono per regolarizzare il ciclo di evacuazione.

Sono quei prodotti che non interferiscono con l’attività della mucosa intestinale, ma che favoriscono il transito, dal bolo alle feci. Il lassativo lubrificante più conosciuto ed utilizzato, è l’olio di mandorle dolci alimentare, ottenuto per spremitura a freddo delle mandorle.

Oltre che per uso interno, i lassativi lubrificanti, possono presentarsi anche in supposte, dove le più conosciute sono quelle di glicerina. Una volta che con in calore dei vasi sanguigni, la supposta si discioglie, la glicerina lubrifica le pareti intestinali, e l’evacuazione è facilitata.

I Lassativi Osmotici

I lassativi osmotici, favoriscono il transito intestinale poiché richiamano acqua all’interno del lume intestinale. Sono a base di zuccheri, o minerali, e sfruttano le proprietà della barriera intestinale. Le pareti intestinali, infatti, funzionano da membrana semipermeabile, e mantengono sempre la stessa quantità di soluti all’interno del lume intestinale, e all’interno della cavità addominale.

Quando il lassativo osmotico apporta al lume intestinale zuccheri, o minerali, si crea uno squilibrio tra la concentrazione di soluti nel lume, e nella cavità addominale: si crea quindi una differente quantità di soluti tra le due zone della barriera. Per andare a riequilibrare le due concentrazioni, occorre che dalla membrana selettiva intestinale, passi acqua, in modo da diluire la concentrazione degli elementi all’interno dell’intestino. Questa quantità di acqua che giunge, fa divenire le feci più molli, e l’evacuazione è facilitata.

Va prestata attenzione nelle quantità assunte, in quanto alte dosi inducono vomito, nausea, crampi addominali, e si può arrivare anche squilibri di oligoelementi, disidratazione e nei casi più gravi, disturbi renali.

Esempi di lassativi osmotici sono: la Manna, le Prugne (secche o succo) , il Tamarindo, e il lattulosio.

Lassativi Irritanti

I lassativi irritanti, detti anche stimolanti o di contatto, vanno ad interagire con la fisiologia intestinale, per questo motivo bisogna prestare molta cautela nell’assunzione.

Tra tutte le tipologie, sono quelli che devono essere impiegati con la maggior attenzione possibile, perché l’impiego prolungato, porta a una graduale diminuzione della funzionalità della muscolatura intestinale, comportando un aggravarsi della stitichezza stessa: il calo della funzionalità della muscolatura del lume, viene detto atonia intestinale.

I lassativi irritanti, derivano da piante che contengono nei propri fitocomplessi gli antrachinoni. Gli antrachinoni sono composti che presentano un glicoside legato ad uno zucchero. Quando gli antrachinoni vengono introdotti nell’organismo, passano nel lume del digerente arrivando fino all’intestino crasso: qui la flora intestinale, li modifica, staccando la parte zuccherina, e trasformandoli così nella loro forma attiva, chiamata antrone. Questi antroni, hanno una doppia funzione:

  • gli antroni per la loro struttura, inducono le cellule intestinali a produrre cloruro di sodio, che modifica la concentrazione di soluto all’interno del lume e quindi per osmosi, arriva all’interno dell’intestino acqua, che ammorbidisce le feci;
  • gli antroni sono in grado di irritare la muscolatura intestinale, andandola a stimolare: vengono indotte le contrazioni della muscolatura liscia che circonda tutto il canale intestinale, e le feci sono in questo modo spinte verso l’estremità.

Esempi di piante di questo tipo sono l’Aloe, la Senna, la Cascara, la Frangola. Siccome questa tipologia di prodotti, può portare alla formazione di crampi addominali e flatulenze, le formulazioni vengono integrate con piante sia lenitive, che carminative, come la Camomilla, il Finocchio, il Carvi e l’Anice Stellato.

Lassativi di Volume

I lassativi di volume, detti anche lassativi di massa, sono composti da fibre vegetali ed eteropolisaccaridi. Queste molecole, che hanno natura di carboidrati, una volta raggiunto l’intestino, vengono idratate dall’acqua presente nel lume stesso, e si rigonfiano, stimolando così la motilità, e inducendo infine la sensazione dell’evacuazione.

Esempi di piante utilizzate per la formulazione di lassativi di volume sono lo Psillio, la Crusca, l’Agar-Agar. Inoltre anche le cellulose e la gomma Guar sono impiegate per le stesse funzioni. Queste piante ed elementi, se in quantità minori, rientrano nella formulazioni di prodotti mirati al mantenimento del peso corporeo, poiché all’interno dello stomaco rigonfiando, danno sensazione di pienezza, e diminuiscono così la fame.

I lassativi di massa, devono essere utilizzati con moderazione, in quanto dosi eccessive possono causare ostruzioni intestinali: vanno quindi evitati se la stitichezza deriva da problematiche meccaniche del canale intestinale.