L’Iperico

Iperico

(Hypericum Perforatum)

L’Iperico è una pianta erbacea, talvolta arbustiva, di origine Europea, che nasce spontanea in tutto il continente. E’ annuale e appartiene alla famiglia delle Guttifere. Cresce fino ad un’altezza di circa 60 centimetri, ed caratterizzato dalla presenza di fiori gialli a cinque petali, e cinque sepali, molto numerosi. I fiori sono proprio la parte della pianta che costituisce l’interesse erboristico. Le foglie si presentano opposte e lucide, e risultano un inconfondibile segno di riconoscimento, in quanto sulla superficie hanno delle ghiandole traslucide, ben visibili come tanti puntini bianchi e bruni.

Ci sono diversi studi etimologici riguardanti il nome “Iperico”: Linneo volle spiegarlo come unione dei termini greci Hypér (sopra), e Eikòn (immagine), probabilmente per trasmettere il concetto che aveva proprietà al di sopra dell’immaginario (sia dal punto di vista del beneficio sulle persone, sia a livello mistico per contrastare le forze maligne). Altri studiosi, invece, interpretano la parola Iperico come abbinamento tra le parole Hypér (sopra) ed Ereike (eriche), per indicare che è un pianta che cresce nei campi tra le eriche. Il vocabolo Perforatum, invece, si riferisce proprio alle foglie, che, se messe in controluce, sembrano bucherellate (infatti le numerose strutture ghiandolari fanno sembrare la pagina fogliare piena di piccoli fori).

In gergo popolare, l’Iperico, è chiamato “Erba di San Giovanni”, poiché la tradizione secolare vuole che la sua raccolta cada proprio nel giorno di San Giovanni, cioè il 24 Giugno. Con le sommità fiorite appena colte vi si preparano dei mazzetti da attaccare all’ingresso delle porte di casa, per allontanare il diavolo e gli spiriti maligni. L’Iperico infatti è usato dall’uomo da sempre: era già noto ai Romani e ai Greci; e Galeno (130 d.C. – 210 d.C.), il padre della medicina occidentale, lo indicava come pianta protettrice dagli incantesimi. Anche nel Medioevo gli si attribuisce una valenza mistica, e l’impiego è legato alle pratiche per scongiurare le superstizioni.

A livello scientifico, invece, il naturalista Plinio il Vecchio (23 d.C. – 79 d.C.), nella sua opera “Naturalis Historia”, lo descrive per la prima volta come pianta trattante per le scottature e i morsi di serpente. E’ proprio l’utilizzo legato alle ustioni, che lo ha reso celebre nella storia come pianta vulneraria per contrastare bruciature, ulcere e piaghe della pelle.

Oggi, invece, l’Iperico, è conosciuto e impiegato anche per utilizzo interno, sia come tonificante della circolazione, sia per le sue attività di sostegno e modulazione dell’umore, e quindi per il trattamento degli stati depressivi.

Il fitocomplesso dell’Iperico è molto vario, infatti presenta tantissime tipologie di principi attivi. In primis gli antrachinoni, in particolare diantrachinoni detti naftodiatroni, tra cui quello di maggior importanza è l’ipericina.
Sono poi presenti derivati del furoglucinolo, come l’iperforina: questo diterpene presenta un’attività antibiotica paragonabile a quella dei muschi. Compongono infine il fitocomplesso tannini, cumarine, flavonoidi (iperoside e rutina) e composti fenolici.

Usi:

Uso Esterno

L’Iperico, rientra nella formulazione di creme e pomate mirate al benessere della pelle. Ha infatti proprietà vulnerarie spiccate, cioè riesce ad avere una attività rigenerante sulle cellule dell’epidermide, e questo fa sì che i preparati topici a base di Iperico vengano usati per il trattamento di scottature, ustioni, ulcere, eritemi, pruriti e arrossamenti. Le creme e le pomate, tuttavia, vanno sempre applicate su cute integra, e mai su ferite sanguinanti o vive.

Con l’Iperico, si ricava anche un particolare olio, detto appunto Olio di Iperico: i fiori freschi, appena raccolti, vengono messi a macerare in olio vegetale (per la maggior parte dei casi olio di Oliva) per circa un mese: quello che se ne ricava è un olio di colore rosso vivo, che viene filtrato e imbottigliato. E’ usato come lenitivo e ristrutturante cutaneo, tuttavia sono note anche le proprietà circolatorie di questo preparato, per questo è particolarmente indicato per il trattamento delle emorroidi sia interne che esterne.

E’ fondamentale tenere presente che va evitata l’esposizione al sole durante il trattamento, e nelle settimane successive all’utilizzo sia topico, sia interno, di Iperico, in quanto questa pianta causa sulla pelle episodi di ipersensibilità e fotosensibilizzazione, definiti ipericismo. Questo effetto negativo è legato alla stessa ipericina, che è in grado di mutare l’energia luminosa, in energia chimica, che provoca a sua volta tossicità a livello cellulare.

Uso Interno

L’Iperico è utilizzato ad uso interno per le sue proprietà stimolanti sulla circolazione: nella tradizione popolare è impiegato per le proprietà balsamiche, decongestionanti e antinfiammatorie che esercita a livello dell’apparato respiratorio.  Agisce inoltre sul sistema urinario e su quello digerente. I benefici sul flusso sanguigno si riflettono anche come benessere del microcircolo oculare, e del plesso emorroidale, aiutando la cicatrizzazione e migliorando la circolazione a livello delle emorroidi.

Dagli anni ’30, si iniziarono a fare studi sul legame tra la somministrazione di Iperico, e il miglioramento degli stadi nervosi, dell’insonnia, dello stress psichico e dell’ansia. Successivamente, negli anni ’80, si analizzò sempre più l’attività antidepressiva della pianta, fino a quando a metà degli anni ’90, si riuscì a  conclamare e a dimostrare clinicamente questa sua proprietà. L’estratto di Iperico, infatti, va a ridurre la velocità con cui i neuroni celebrali assorbono la serotonina: la serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato dai neuroni serotoninergici, che regola appetito, umore, ciclo del sonno e agisce sulla sessualità. Carenze di serotonina causano disturbi come il bipolarismo, i disturbi alimentari (bulimia), calo dell’umore e depressione. L’Iperico, andando a diminuire il riassorbimento di questo neurotrasmettitore, fa sì che ci sia un aumento della concentrazione di serotonina nello spazio tra un neurone e l’altro, e che vengano così contrastati questi effetti negativi sul corpo umano.

Inoltre, altri studi, hanno scoperto che l’Iperico rallenta anche il riassorbimento di dopamina e noradrenalina. La dopamina è un neurotrasmettitore che a livello del cervello migliora il tono dell’umore e le fasi del sonno; aiuta anche la memoria, l’apprendimento e l’attenzione. La serotonina, è sempre un neurotrasmettitore, e ci permette di controllare palpitazioni, tremori e stati ansiosi. Sono quindi due elementi che hanno un’importante compito da svolgere nel mantenimento di un idoneo sostegno dell’umore e nel contrastare la depressione. Siccome l’Iperico va a ridurre il tempo con cui il neurone cerebrale li riassorbe, significa che persisterà una maggiore concentrazione di questi neurotrasmettitori, con conseguenti benefici proprio sul tono dell’umore e sugli stadi depressivi.

L’Iperico, tuttavia, oltre ad avere molti benefici, ha anche tantissime controindicazioni d’uso: va prestata attenzione sia sugli eventuali sintomi avversi che possono presentarsi, sia alle interazioni con tantissimi farmaci.

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