L’Echinacea

Echinacea

(Echinacea Purpurea, Echinacea Pallida, Echinacea Angustifolia)

L’Echinacea è una pianta erbacea perenne, di origine Nord Americana appartenente alla famiglia delle Composite Tubuliflore. E’ caratterizzata da infiorescenze a capolino, dove i fiori ligulati assumono un caratteristico colore violaceo, e la componente tubulosa tende al rosso scuro o aranciato. Le foglie sono di un verde acceso, e hanno tre nervature principali che salgono verso l’alto. La porzione della pianta di interesse erboristico è la radice, che nell’Echinacea assume una forma affusolata, e penetra molto profondamente nel terreno a fittone.

Il genere Echinacea, raccoglie al suoi interno circa una decina di differenti specie. Tra queste, quelle di interesse erboristico e commerciale sono tre: l’Echinacea Purpurea, l’Echinacea Pallida e l’Echinacea Angustifolia.

Nella storia popolare americana, è una pianta conosciuta e utilizzata da centinaia di anni: i nativi americani, infatti, la usavano già come rimedio contro i morsi di serpente, e per le sue proprietà cicatrizzanti.
In Europa, l’utilizzo inizia a suscitare interesse nei primi anni del ‘900, e da allora viene largamente impiegata come pianta dalle caratteristiche adattogene e immunostimolanti. Aiuta cioè l’organismo a contrastare situazioni di stress, e in particolare stimola le difese immunitarie.

Il fitocomplesso è caratterizzato da un insieme di principi attivi molto differenti tra loro, sia per caratteristiche chimiche, che per attività. Vi si trovano infatti:

  • Terpeni: molecole apolari che prendono il nome di polieni, per la tipologia di legami chimici che si vengono a creare tra i diversi atomi di carbonio. Questa porzione di fitocomplesso può essere estratta da solventi apolari, ed ha un’attività limitata di tipo antimicrobico e antibatterico.
  • Clicosidi Fenilpropanoidici: tipologia di molecole, caratterizzate da un’attività chimica di media polarità. Il Glicoside Fenilpropanoidico più rappresentativo è l’Echinacoside, che è il principio attivo a cui si rapportano le varie titolazioni della pianta. Questa porzione di fitocomplesso, può essere estratta facilmente da miscele idroalcoliche, o alcool; ed è la frazione che attribuisce alla pianta l’attività immunostimolante.
  • Eteropolisaccaridi: gli eteropolisaccaridi dell’Echinacea sono catene di carboidrati ad alto peso molecolare, dove prevalgono le componenti di galattosio. Tuttavia, in questa ultima sezione di fitocomplesso, si evidenziano anche inuline e fruttani. Chimicamente sono caratterizzati da un’alta polarità, di conseguenza l’estrazione dovrà essere fatta con solventi polari, come l’acqua. Non è ancora del tutto chiara l’attività, ma sembra che questi particolari zuccheri vadano ad ampliare l’attività dell’Echinacoside.

    Usi:

    L’Echinacea ha attività di adattogeno immunostimolante, quindi riesce a supportare l’organismo nel contrastare le situazioni di stress, soprattutto legate a un calo delle difese immunitarie.
    E’ la pianta maggiormente conosciuta e impiegata per contrastare gli stadi influenzali, le malattie da raffreddamento, gli stadi infettivi e i cali delle difese immunitarie.
    Cicli di Echinacea possono essere fatti diverse volte l’anno, per aiutare l’organismo ad adattarsi alla variazione di stagionalità e ai cali immunitari: quindi la pianta può venire impiegata sia come preventivo, che come trattante.

    Si trova sia in formulazioni liquide, che in compresse, e anche in tagli tisana per la preparazione di decotti. E’ spesso abbinata a piante con attività immunostimolante come l’Astragalo; la Rosa Canina e l’Acerola ricche di vitamica C; e negli ultimi tempi anche ai funghi asiatici Reishi, Shiitake e Maitake.