Il Ginseng

Ginseng

(Panax Ginseng)

Il Ginseng è una pianta di origine Cinese, coltivata ora in tutto l’oriente (Giappone, Corea, Laos, Thailandia). In Europa, l’utilizzo inizia solo a inizio del ‘900, epoca in cui la medicina Orientale inizia ad essere considerata anche in occidente.

E’ una pianta erbacea perenne, che può vivere molto a lungo, anche una trentina d’anni, appartenente alla famiglia delle Araliacee. E’ caratterizzata da piccole foglie palmate, dentate, e con lunghi piccioli. Il fiore, che si sviluppa a partire dalla zona centrale da cui originano gli assi fogliari, è un’ombrella di colore porpora-violacea, dal quale originano frutti rossi di forma ovale a piccolo fagiolo.

Della pianta vengono utilizzate le radici. Il nome Panax Ginseng, deriva dai termini Panax (Panacea) e Ginseng (che in cinese significa Piccolo Uomo).
Questo fa riferimento proprio al fatto che la radice ha una particolare forma, che può ricordare la sagoma di un omino. Panax, ossia panacea, invece, è associato al fatto che è una pianta utilizzata per tantissimi scopi terapeutici, e dalla medicina Cinese è considerata una vera Panacea di tutti i mali, ossia un rimedio che si adatta a innumerevoli bisogni. In Oriente, infatti, l’utilizzo del Ginseng è millenario.

La radice di Ginseng deve essere prelevata da piante che raggiungano almeno il 5°anno di età, in modo che i principi attivi raggiungano una idonea maturazione. Infatti, maggiore è l’età della pianta, e migliore è la qualità del suo fitocomplesso. Non è dunque un discorso che riguarda quantitativamente, ma qualitativamente il fitocomplesso.

Il Ginseng è caratterizzato da principi attivi che vengono definite Saponine. Chimicamente, le saponine, sono molecole glicosidiche in grado di formare una schiuma persistente nelle soluzioni acquose.
Le saponine del Ginseng sono circa una cinquantina, e prendono il nome di Ginsenosidi, o Panaxosidi.

In commercio si trovano due tipologie di Ginseng: Bianco o Rosso, a seconda della tipologia di lavorazione che subisce la radice dopo la raccolta.

Ginseng Bianco

Per ricavare il Ginseng Bianco, la radice, una volta estratta dal terreno, viene pulita e trattata con anidride solforosa: questo processo causa il distaccamento degli strati più esterni, e la radice è così sbiancata. A questo punto è trattata ad alte temperature di circa 200 gradi, per ottenerne l’essicazione.
Questa tipologia di prodotto, è la meno pregiata, sia per quantità, che per la tipologia di Ginsenosidi.

Ginseng Rosso

E’ la tipologia di Ginseng più pregiata, e generalmente ha origine Coreana. In questo caso, una volta raccolta, la radice è trattata con vapore ad alte temperatura (circa 130°C), e poi viene posto ad essiccare: questo fa sì che la radice, assuma una consistenza vitrea, e il tipico colore rosso acceso.
I Ginsenosidi del Ginseng rosso, sono di un’ottima qualità e quantità, da qui il grande pregio del prodotto finito.

USI:

Il Ginseng è una pianta adattogena: aiuta cioè l’organismo ad adattarsi e a contrastare le situazioni di stress.
Nel caso del Ginseng, si parla di Adattogeno Tonico, in quanto favorisce le funzionalità dell’organismo, e, in particolare, stimola attenzione e veglia.

Tra le attività troviamo le proprietà stimolanti: va ad avere effetti su veglia, attenzione e concentrazione. Inoltre accelera il battito cardiaco e aumenta la forza contrattile (è lievemente ipertensivo). Ha azione anche sulla reattività muscolo-scheletrica, ed è un immunostimolante.
Gli usi di conseguenza sono svariati. E’ indicato per ogni caso di calo fisico e mentale, dovuto a stress, o affaticamento; lo si può assumere se ci sono casi di astenia, inappetenza e deperimento dell’organismo. Può essere adatto anche dopo l’assunzione di cure farmacologiche molto debilitanti per l’organismo, qualora non si creino contrasti con la terapia fatta.

Anche chi fa intensa attività fisica ricava giovamento da questa pianta, per aiutare il sostegno dell’organismo, mentre agli studenti, o a chi fa lavori di grande uso mentale, va a stimolare l’attività cerebrale e l’attenzione.

Nelle formulazioni lo troviamo prevalentemente in compresse, in estratto idroalcolico, o in decotto; e può essere abbinato a piante o elementi che lavorano con lui in sinergia come Rhodiola, Ginkgo, Maca, Guaranà, Matè, Eleuterococco, Schisandra, Caffeina e Taurina.

Per quanto riguarda le controindicazioni, invece, non deve essere assunto da chi ha problemi cardiaci, o da chi soffre di ipertensione. Attenzione anche ai disturbi digestivi.  Un uso eccessivo causa vomito, nausea, impotenza sessuale, cefalee e palpitazioni. In casi estremi di overdose, si possono verificare anche emorragie di varia entità.

L’ingestione di Ginseng, o di formulazioni che lo contengono, deve avvenire nelle prime ore della mattina, o al massimo del primo pomeriggio, in modo da non avere ripercussioni e problematiche nel riposo e sonno notturno.