La Genziana

Genziana

(Genziana Lutea)

La Genziana Gialla, o maggiore, è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Genzianacee, che cresce ad altitudini di circa 1’700-2’000 metri sul livello del mare, nel continente Europeo.
E’ caratterizzata da fiori gialli, di colore giallo acceso, da questo il nome “Lutea”, ossia “Gialla”. Le dimensioni del fusto possono avvicinarsi anche al metro e mezzo di altezza, per questo motivo viene indicata con l’aggettivo “Maggiore”, che indica l’essere ben più grande rispetto alle altre piante appartenenti alla stessa famiglia.

Le parti della pianta ad interesse erboristico, sono la radice a fittone, e il rizoma. Con il termine rizoma, si definisce un fusto sotterraneo, con attività di riserva per i nutrienti. Sia radici che rizoma devono essere raccolti quando la pianta raggiunge un’età compresa tra i due e i cinque anni di vita.

Il Fitocomplesso è caratterizzato da Iridoidi, che chimicamente derivano dai monoterpeni. I due iridoidi presi come riferimento per stabilire la qualità della pianta, sono la Genziopicrina (o Genziopicroside) e l’Amarogentina. Entrambi presentano come zucchero il Genziobiosio, che è l’elemento caratteristico e inequivocabile della Genziana.

Usi:

La Genziana è una pianta con spiccato tropismo per l’apparato digerente: evidenzia un’attività amaro-tonica ed eupeptica, cioè digestiva. E’ assunta quindi per favorire il processo digestivo in caso di pesantezza, o disturbi che vanno a rallentare il la digestione. Essendo amaro-tonica, inoltre, va ad indurre le secrezioni a livello a gastrico, della bocca, e anche delle vie biliari: in questo modo si assiste a una maggiore produzione di saliva, ad un’aumento della produzione dei succhi gastrici, ed è riversata più bile dal dotto Coledoco al duodeno. Le sono attribuite azioni sia Coleretiche che Colagoghe: induce cioè da una parte la secrezione biliare; e dall’altra stimola la contrazione della cistifellea favorendo lo svuotamento della bile all’interno del duodeno

Le sono attribuite anche le caratteristiche di droga epatica, che aiuta cioè il benessere del fegato, sia a livello della protezione degli epatociti (cellule che lo compongono), sia perché induce la produzione di nuove cellule dell’organo.

Alla Genziana, è riconosciuta anche l’attività febbrifuga. Andando quindi ad abbassare la temperatura corporea, è indicata in tutti i stati febbrili e le convalescenze. La Genziopicrina è stata ampiamente utilizzata in passato come trattamento efficace nei casi di malaria.

Per preparare prodotti erboristici a base di Genziana, la radice e il rizoma, appena colti, vengono puliti e fatti subito essiccare. Al momento dell’estrazione dal terreno, la radice è caratterizzata da profondi solchi che la percorrono, ha struttura spugnosa ed è riconoscibile dal fatto che esternamente ha colore giallastro-bruno, mentre l’interno è aranciato. Si può utilizzare direttamente la droga secca per la preparazione di decotti; oppure farla macerare in soluzioni idroalcoliche.

Per le attività eupeptiche, la ritroviamo nelle varie formulazione insieme a piante che con essa lavorano in sinergia, come il Carciofo, il Cardo Mariano, la Curcuma, il Finocchio, il Carvi e la Menta.

Genziana e Industria Liquoristica

La Genziana, per le sue proprietà digestive, è ampiamente utilizzata dall’industria liquoristica per la produzione di Liquori digestivi, ed aperitivi.
In questo caso, la radice e il rizoma, appena raccolti, vengono puliti dal terriccio, e lasciati fermentare per un periodo più o meno lungo a seconda dei differenti prodotti finali. Una volta terminato il periodo di fermentazione, viene essiccata e poi fatta macerare in alcool. In questo caso, oltre alla Genziana Lutea, è impiegata anche quella Punctata, che presenta nel suo fitocomplesso anche i principi attivi amari Amaropanina e Amaroswerina.

(Genziana Punctata)