Il Biancospino

Biancospino

(Crataegus Monogyna e Crataegus Oxyacantha)

Aspetti Botanici:

Il Biancospino è un arbusto con altezza dai 2 ai 5 m, molto ramificato appartenente alla Famiglia delle Rosaceae originario dell’Europa, Asia e America Settentrionale.

Le siepi di Biancospino crescono spontanee ai margini dei boschi e campi di campagna, i rami sono spinosi e le foglie presentano una forma ovale mentre i fiori bianchi sono disposti in ampie infiorescenze; il frutto è una piccola drupa di colore rosso scarlatto mentre la quantità dei semi interni cambia tra le diverse specie. La Farmacopea Italiana riconosce come officinali due specie: Crataegus Monogyna e Crataegus Oxyacantha.

La droga è data dai fiori e in quantità limitata dalle foglie. L’odore è molto gradevole grazie alla presenza di un olio essenziale, ma i costituenti principali sono i Flavonoidi (kaempferolo, apigenina e quercetina), monomeri flavonoidici (iperoside e vitexina). Inoltre nei vari preparati possiamo trovare catechine, acidi fenolici e triterpeni.

Usi:

In fitoterapia il Biancospino non viene utilizzato per il trattamento di patologie, ma per la profilassi e il rispristino di alcuni difetti cardiaci leggeri in soggetti che non necessitano di trattamenti farmacologici specifici.

Viene utilizzato l’estratto idroalcolico, l’infuso e l’estratto secco con azione cardiotonica: il Biancospino va ad aumentare il flusso coronarico (azione vasodilatatrice) ampliando la gittata cardiaca e diminuendo la frequenza dei battiti (utile per chi soffre di palpitazioni di origine nervosa).

Riducendo la resistenza dei vasi periferici può essere utilizzato nel trattamento fitoterapico dell’arterosclerosi, come sedativo nervoso e rilassante grazie all’azione lievemente sedativa del Sistema Nervoso Centrale. Per questo può essere associato a piante come Passiflora, Melissa, Tiglio e Valeriana per trattare lievi stati di tensione, stress e insonnia.

La somministrazione del Biancospino è priva di effetti collaterali, ma se ne sconsiglia l’utilizzo in gravidanza e allattamento. Va evitato l’uso anche se si assumono farmaci come i Betabloccanti, Calcio-Antagonisti e Digitalici.

Curiosità:

Il Biancospino è una pianta nota all’uomo da tempo immemore. Testi narrano che già gli Antichi Greci lo usassero per decorare gli altari prima di celebrare i matrimoni, perché lo consideravano gesto di buon auspicio. Mentre i Romani lo chiamavano Spina Bianca (Alba Spina), e gli attribuivano il potere di poter allontanare gli spiriti maligni.  Proprietà magiche gli sono riconosciute anche dai Celti, che in primavera gli dedicavano un intero mese di feste e lo credevano l’albero delle fate; per il calendario Celtico, Il 13 Maggio, è il Giorno del Biancospino, considerato rimedio magico contro ogni negatività.