Il Tiglio

Tiglio

(Tilia Tomentosa)

Il Tiglio è un grande albero appartenente alla famiglia delle Tiliacee, che cresce spontaneo nelle regioni europee ed Americane, e che nei climi più favorevoli può raggiungere anche l’altezza di 30-35 metri di altezza.

Secondo la mitologia Greca, la ninfa Filira, figlia del Dio Oceano, ebbe una storia con Crono, il Titano, sposato con la Dea Rea. Dalla loro unione nacque Chirone, il primo centauro venuto al mondo. La ninfa, si vergognò tanto di questa sua creatura messa alla luce, che invocò gli Dei di essere trasformata: le sue preghiere vennero ascoltate, e fu tramutata nel primo albero di Tiglio.

L’albero è caratterizzato da fusto retto e robusto, dal quale si sviluppano numerosi rami su cui nascono foglie picciolate, a forma di cuore e margine seghettato. Il loro colore è verde chiaro, più o meno acceso a seconda degli individui, ed è ben visibile una nervatura centrale dalla quale diramano vasi più piccoli.
I fiori, di colore pallido, sono ermafroditi, emanano il caratteristico odore dolce e intenso della pianta, e sono protetti da una brattea, che con l’arrivo dell’estate, si secca e funge da organo di volo per i frutti.

La parte utilizzata sono i fiori o l’alburno dei rami, cioè lo strato più esterno, e quindi più giovane, del legno, situato appena sotto la corteccia.

Si hanno proprietà differenti a seconda che si usi una, o l’altra parte dell’albero.

Utilizzo dei Fiori

I Fiori di Tiglio, vengono raccolti quando la pianta raggiunge l’apice della fioritura, e sono caratterizzati dalla presenza di Flavonoidi, Cumarine e Saponine.
Hanno proprietà rilassante, distensiva e sedativa: sono da consigliarsi in caso di stress, ansia, nervosismo, ipereccitazione. Oltre ad indurre il rilassamento dell’organismo, aiutano anche a favorire il sonno notturno, quindi sono indicati sia in caso di insonnia conclamata, che di un momento di alterazione delle diverse fasi del sonno.
I Fiori sono impiegati principalmente per la preparazione di infusi da consumarsi la sera, o al bisogno, durante il giorno. Possono essere anche trattati con alcool per ricavarne la tintura madre, e quindi in questo caso l’utilizzo è in gocce.
Al Tiglio è riconosciuta anche una lieve caratteristica ipotensiva. E’ da sconsigliarsi a chi soffre di sbalzi di pressione; e in alte dosi a chi passa molte ore al volante, o a chi pratica lavori e attività che richiedano un elevato livello di attenzione (utilizzo di macchinari ad esempio).

Il Tiglio, come pianta secca, o come estratto idroalcolico, può rientrare in formulazioni, insieme a piante che con esso lavorano in sinergia. Esempi sono la Valeriana, la Passiflora, la Camomilla, il Biancospino, la Melissa e il Fiordaliso.

Utilizzo dell’Alburno

La zona più giovane del legno dei rami, è ricca in tannini, e ha un tropismo per gli organi interni. In particolare nei confronti del fegato grazie alle proprietà coleretiche e colagoghe; e sulle vie biliari per l’attività antispasmodica delle stesse.
Preparati a base di Alburno di Tiglio sono indicati in caso di necessitità di un ciclo depurativo del fegato, dovuto a cicli farmacologici pesanti, diete sregolate, stress…
Per quanto riguarda invece l’attività antispasmodica, come detto, il tropismo è legato soprattutto alle vie biliari, quindi va utilizzarsi in caso di disfunzioni o affaticamento delle stesse.

Essendo legno, è coriaceo, e di conseguenza deve essere utilizzato in decotto. Significa che i tronchetti, devono essere immersi in acqua fredda e portati ad ebollizzione per circa 15-20 minuti. A questo punto si spegne il fuoco e vengono lasciati in infusione per una decina di minuti. Si cola il prodotto ottenuto, e lo si può bere anche diverse volte al giorno, a seconda delle necessità.