Le Piante Officinali

Il Fico d’India

Fico D’India

(Upuntia ficus indica)

Il Fico D’India è una pianta originaria dell’America Centrale, in particolare del Messico, ormai molto diffusa nelle aeree calde e mediterranee del Pianeta.
Appartiene alla famiglia delle Cactacee, e per sopravvivere a un clima così ostile, ha dovuto ricorrere a modifiche strutturali: alle figlie e al fusto.

Nelle piante, la foglia è l’organo addetto alla fotosintesi clorofilliana, processo che crea ossigeno e glucosio a partire da luce, anidride carbonica, e acqua.
Per evitare, però, una perdita di acqua troppo elevata, visto già il clima ostile, dovuta anche all’evaporazione a causa delle alte temperature, la pianta ha fatto sì di ridurre al massimo la superficie fogliare, trasformando le foglie in spine. Le spine lo proteggono anche dall’attacco degli erbivori.

L’altra modifica strutturale è avvenuta al fusto e ai rami, che sono stati trasformati in cladodi (chiamati anche fillocadi). Un cladode è un fusto che si appiattisce e assume la funzione di foglia: infatti avendo colore verde, permette l’assorbimento dell’onda ultravioletta e conseguentemente la fotosintesi clorofilliana. Inoltre, i cladodi del fico d’india sono anche tuberizzati, e hanno quindi funzione di riserva per l’acqua.

Il fiore ha colore generalmente giallo o aranciato, ha molti pistilli e sepali poco vistosi, e cresce su cladodi che hanno almeno un anno di vita. Il frutto che si sviluppa è una bacca carnosa, rotonda o più allungata, che assume colorazioni dal giallo-aranciato al rosso vivo a seconda delle specie.

Usi:

Il Fico d’India, in campo erboristico, è utilizzato per le sue Mucillagini. Queste possono essere impiegate ad uso esterno per fare cataplasmi ad attività emolliente o lenitiva in caso di rossori della pelle, infiammazioni e secchezza cutanea. L’uso esterno è legato anche all’attività riepitelizzante e cicatrizzante.

L’utilizzo principale, tuttavia, è quello di rientrare all’interno di formulazioni rivolte al mantenimento del peso corporeo, e al dimagrimento. Questo perché le mucillagini, una volta ingerite, all’interno del lume dello stomaco, rigonfiano, dando sensazione di sazietà e facendo diminuire l’appetito.

Inoltre, i fiori e i frutti rientrano all’interno di formulazioni antidiarroiche.

Curiosità:

In Messico, esistono coltivazioni di Fico d’India rivolte all’allevamento di un parassita che attacca proprio i cladodi: la Cocciniglia. Da questo insetto si ricava un pigmento molto pregiato, il Carminio, una gradazione di rosso che tende leggermente al Bordeaux. Nel mediterraneo questa tipologia di allevamento non è resa possibili dal clima invernale troppo freddo, e dalla piovosità, che causano la morte dell’insetto.

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