La Liquirizia

La Liquirizia

(Glycyrrhiza Glabra)

Aspetti Botanici:

La Liquirizia è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Fabacee. Raggiunge all’incirca il metro di altezza, ed è caratterizzata da foglie imparipennate su cui si contano 13, oppure 15 foglioline ovali, a margine liscio. Il fiore è una spiga di colore azzurro-violetto. E’ caratterizzata da un rizoma ben sviluppato, da cui si diramano radici e stoloni che possono raggiungere anche un paio di metri di lunghezza. E’ originaria dell’Asia, e delle zone Mediterranee: in Italia è coltivata principalmente in Calabria.

Il fitocomplesso è costituito principalmente da saponine triterpeniche, tra le quali predomina la Glicirrizina, che si forma a partire da sali di calcio e di ammonio dell’acido glicirrizico. Vi si ritrovano poi triterpeni e flavonoidi.
Il principio attivo caratterizzante, usata per le titolazioni, e quindi per individuare la qualità e il pregio della pianta, è proprio la Glicirrizina, una saponina triterpenica.

Usi:

Della pianta viene utilizzato il rizoma, con annessi stoloni e radici, raccolto da piante con un’età compresa tra i 3 e i 4 anni, raccolto in Autunno, e conseguentemente essiccato.

La Liquirizia è impiegata a scopo erboristico principalmente per una doppia funzione: sia mirata al benessere delle vie aeree superiori, sia per il tropismo nei confronti della digestione.

Nel primo caso, a livello delle vie aeree superiori, è usata come espettorante, antitussivo e antispasmodico: preparati a base di Liquirizia possono essere impiegati in tutti i casi di affezioni quali tosse, bronchiti, catarro bronchiale, infiammazioni alle vie aeree superiori, mal di gola.
La Liquirizia in questo caso può essere sfruttata sia come radice da prepararsi in decotto; sia venir inserita all’interno di tavolette masticabili, o caramelle da far sciogliere in bocca. Può trovarsi in abbinamento a piante che con essa lavorano in sinergia, quali Menta , Eucalipto, Erisimo, Malva, Pino, Timo e anche abbinata a prodotti apistici quali il Miele e la Propoli.

A livello del digerente, invece , ha una nota azione digestiva, stomachica ed epatoprotettrice: è da indicarsi in casi di gastrite, colite, difficoltà digestive e anche ulcere peptiche, in quanto riesce ad avere un’attività protettiva a livello della mucosa gastrica. In questo caso può essere inserita nella formulazione di capsule, compresse o decotti, abbinata a piante quali Finocchio, Malva, Camomilla, Cumino, e Carciofo.

La Glicirrizina è nota anche per i benefici che apporta alle ulcere peptiche e alle gastriti: il prodotto erboristico in questo caso è mirato alla diminuzione dell’acidità dello stomaco, e quindi la possiamo ritrovare abbinata a elementi che devono andare a tamponare il pH acido, quali alginati e carbonati di sodio o calcio.

Le saponine della Liquirizia hanno anche un blando potere lassativo, per questo motivo è spesso affiancata a rimedi naturali che utilizzano principi attivi antrachinonici (vedi: Stipsi).

Studi hanno dimostrato che la radice di Liquirizia ha anche una forte attività antiossidante e antinfiammatoria, azione che è sfruttata a scopo immunostimolante per andare ad aumentare la protezione dell’organismo a eventi quali stress psicofisico e cambi di stagione.

Ad uso esterno, invece, la Liquirizia è usata per aromatizzare spray e dentifrici rivolti al benessere del cavo orale, poiché provoca sensazione di freschezza e contrasta alitosi

Curiosità:

La Liquirizia, tuttavia, deve essere assunta ed utilizzata con moderazione, in quanto produce un’effetto mineralcorticoide: va cioè a stimolare a livello del tubulo renale il recettore per il cortisolo. Questo recettore fa sì che che si aumenti a livello renale l’assorbimento di sodio ed acqua, che vengono quindi trattenuti. Si induce così l’eliminazione del potassio con le urine, con un aumento della ritenzione idrica, e conseguentemente della pressione sanguigna.

Va quindi evitato l’uso di Liquirizia a coloro che soffrono di ipertensione, e soprattutto agli individui sono in cura farmacologica per il trattamento della stessa. Per questa motivazione è sconsigliata anche in gravidanza.

Può essere al contrario assunta, per aiutare ad innalzare la pressione in caso di lieve ipotensione e affaticamento ad essa correlata.

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