Prodotti e Stagionalità

Kiwi

Il Kiwi

(Actinidia Deliciosa)

Aspetti Botanici:

Il Kiwi, detto anche Kivi, è il frutto prodotto da piante appartenenti alla famiglia delle Actinidiacee. La pianta ha origini Cinesi, dove era considerato un frutto pregiato, destinato solo agli imperatori. E’ solo all’inizio del Diciannovesimo secolo, che arriva in Europa, per primo in Inghilterra, ed è solo agli inizi del ‘900 che inizia la coltivazione anche nella nostra Nazione.

La pianta, è una liana rampicante, dove il fusto funge da organo di ancoraggio. In natura, si arrampica agli alberi fino ad una altezza di 10 metri. Nelle coltivazioni, invece, è fatto crescere su tralicci, alti circa un paio di metri, per facilitarne la raccolta. Per sostenere una crescita così rigogliosa, la pianta necessita di un apparato radicale ben sviluppato, che fin da subito forma radici molto ramificate e tozze.

Le foglie appena spuntate hanno forma a cuore, mentre con lo sviluppo diventano rotondeggianti a incurvate.

E’ una pianta dioica, quindi si differenziano individui maschili e femminili, tuttavia non è semplice distinguerle poiché in entrambi i fiori è presente una bozza degli elementi dell’altro sesso: quindi nei fiori femminili, ci sarà un abbozzo degli organi maschili, e viceversa nei fiori maschili, si individua un abbozzo degli organi femminili.

Il frutto, è una bacca, di forma rotondeggiante, caratterizzata da buccia molto sottile e polpa sugosa: eseguendo un taglio parallelo al picciolo, si individua una zona centrale di colore bianco avorio, detta columella, e dalle caratteristiche fibrose. A raggiera, sono disposti centinaia di piccoli semi neri a forma di goccia. Al di sotto della zona di attaccatura del picciolo, immerso nella polpa, si ritrova una struttura coriacea ad uncino. Esistono due varietà di Kiwi: quello caratterizzato da polpa di colore verde e buccia marrone chiaro ricoperta di peli; e quello con la polpa dorata, buccia sempre marrone chiaro, ma priva di peli.

E’ un frutto tipicamente autunnale, infatti è raccolto tra i mesi di Ottobre e Novembre, tuttavia lo si commercializza fino ad Aprile.

Proprietà Nutrizionali:

Adesso andiamo a scoprire le proprietà nutrizionali di questo frutto.

Il Kiwi, è composto per l’84.6% di acqua, l’1.2% di proteine, lo 0.6% di lipidi e il 9% di zuccheri, dei quali il 2.6% di fibre: l’apporto calorico è di sole 44 Kcal per 100 grammi di prodotto. Da questi dati, si può capire che è un frutto che può essere inserito anche all’interno di diete ipocaloriche, vista l’elevata percentuale di acqua e il bassissimo contenuto lipidico.

Anche l’apporto minerale è davvero notevole: è un’ottima fonte di Potassio (ben 400 mg per etto di prodotto), il che lo rende un alimento adatto per chi fa sport, sia per andare a contrastare le perdite di oligoelementi durante l’attività fisica, sia per prevenire crampi e dolori muscolari. Inoltre apporta Fosforo (70 mg per etto) e Calcio (25 mg). E’ anche una fonte importantissima di Vitamina C (acido ascorbico), che con i suoi 85 milligrammi su 100 grammi di prodotto, supera notevolmente l’apporto dato dalle Arance (50 mg). Contiene anche 1.12 mg di vitamina E, e tracce di vitamine appartenenti al gruppo B. Quindi, è un frutto dalle importantissime attività antiossidanti e di sostegno per l’organismo, sia perché la Vitamina C ha benefici sul sistema vascolare e cardiaco, rafforzando le pareti dei vasi; sia perché l’acido ascorbico va a sostenere le difese immunitarie.

Sebbene il Kiwi abbia tutti questi effetti positivi, è bene non esagerare sulle dosi di ingestione di questo frutto: infatti, è uno degli alimenti che possono scatenare maggiormente reazioni allergiche, e nelle persone più sensibili, se consumato troppo acerbo, può provocare vesciche ed irritazioni alla bocca. Inoltre, è bene non superare la dose di due frutti di medie dimensioni al giorno, poiché ha proprietà lassative, e l’eccesso consumo può scatenare fenomeni diarroici.

E’ invece molto consigliato a chi soffre di stitichezza ed irregolarità intestinale, in quanto l’apporto in fibre aiuta e stimola l’evacuazione. Questo potere, è inversamente proporzionale al grado di maturazione del frutto: più il frutto è acerbo, e maggiore è l’effetto lassativo.

Inoltre, è stato scoperto, che questi frutti contengono una particolare molecola, l’actinidina, in grado di scindere i legami delle proteine, e quindi favorisce i processi digestivi dei protidi.

Curiosità:

La domanda che può nascere spontanea è: perché se la pianta si chiama Actinidia, il frutto è conosciuto con il nome Kiwi?

La risposta, deriva dal fatto che il primo luogo di maggiore produzione mondiale di questa pianta rampicante, fu la Nuova Zelanda, e siccome il frutto, ha aspetto simile all’uccello simbolo di questa isola, il Kiwi appunto, fu soprannominato proprio in questo modo.

Ad oggi, l’Italia è il secondo maggior produttore di Kiwi di tutto il mondo, un risultato davvero importante per la nostra penisola, che in alcuni anni ci ha visti anche a capo della produzione mondiale.

 

 

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