Le Piante Officinali

La Curcuma

La Curcuma

(Curcuma Longa)

Aspetti Botanici

La Curcuma è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinzgiberacee, originaria dell’Asia Meridionale. Ad oggi è coltivata anche in territorio brasiliano ed in Madagascar.

E’ caratterizzata da un grande rizoma, che cresce verticale nel terreno, dal quale originano ciuffetti di grandi foglie oblunghe, caratterizzate da lunghi piccioli. La pianta può raggiungere anche il metro di altezza. Il fiore è un’infiorescenza a spiga, di colore giallo o talvolta bianca.

La parte della pianta impiegata a scopo erboristico, è il rizoma, cioè la frazione radicale, che per il vegetale ha funzione di riserva. Il rizoma della Curcuma, ha una zona principale ingrossata, e radichette più piccole nell’estremità ipogea. Nella parte superiore, cioè quella più vicina al limite del terreno, sono riconoscibili dei tagli cicatrizzati, corrispondenti alle aeree in cui in precedenza originarono le foglie.

Il rizoma, una volta raccolto, viene pulito dal terriccio, bollito per breve tempo, e poi fatto essiccare: questo processo permette di far addensare e indurire l’amido, che è contenuto nella droga in elevate quantità, infatti può raggiungere il 30-40% del totale del fitocomplesso.

I principi attivi caratterizzanti sono sesquiterpeni come il Turmerone, che può costituire da solo, il 50% della composizione dell’olio essenziale, che si presenta alla luce come un liquido di colore giallo, per la presenza di elementi pigmentati, che nel loro insieme prendono il nome di Curcumina e Curcuminoidi.

Uso:

La Curcuma viene impiegata per le attività antinfiammatorie ed antiossidanti, che si riflettono sotto forma di innumerevoli benefici a livello di differenti distretti dell’organismo.

Per quanto riguarda il sistema digerente, ha attività coleretiche e colagoghe, cioè induce il rilascio della bile all’interno del duodeno, e ne stimola anche la produzione a livello della cistifellea. Questa azione, è riconducibile in particolare all’olio essenziale di Curcuma, e alla Curcumina. A livello dello stomaco e dell’intestino, opera come carminativo, cioè assorbe i gas, contrastando meteorismo e i gonfiori gastrici ed intestinali. E’ per questi motivi indicata in tutti i casi di dispepsia, e di litiasi biliare, flatulenze, eruttazioni ed aerofagia. E’ però controindicata per i soggetti che soffrono di gastrite, ulcera peptica e calcolosi biliari.

Apporta benefici anche a livello del fegato, infatti è una pianta epatoprotettrice: può essere utilizzata per aiutare individui che soffrono di epatopatie croniche. Va inoltre a diminuire la concentrazione dei grassi all’interno dell’organo stesso, e anche del flusso sanguigno, è quindi considerata lipolipemizzante, ed è utile nel trattamento dell’ipercolesterolemia e delle sindromi da fegato grasso. Può essere utile abbinarla in questo caso a piante che con lei lavorano in sinergia a livello epatico, come il Carciofo e il Cardo Mariano.

Ha anche azione di immunostimolante, e le sono attribuite caratteristiche antibatteriche. La si può assumere per contrastare malattie da raffreddamento, influenza, e affezioni alle vie aeree.

La Curcuma, apporta benefici anche al sistema articolare, infatti è particolarmente indicata anche per chi soffre di artriti, artrosi e malattie reumatiche. In questo caso nelle formulazioni può essere abbinata ad Artiglio del Diavolo, Arnica e Boswellia.

In erboristeria, viene impiegata per ricavarne la polvere, l’infuso, il decotto e la tintura madre. In cucina, invece, è usata come componente del Curry, e come colorante per gli alimenti. Ha sapore piccante, riconducibile a quello dello Zenzero.

Curiosità:

La Curcuma, è sfruttata anche nel campo della profumeria e della cosmetica. Nel primo caso, viene addizionata alle fragranze e ai profumi per attribuire sfumature calde alle note olfattive.

Nel secondo caso, invece, è usata come pigmento per donare ai capelli riflessi biondi e dorati. Se miscelata alla polvere di Hennè, si otterranno invece colorazioni più ramate e rossastre.

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