Focus su organi e disturbi collegati

Calcoli Urinari

Calcoli Urinari

 

Cosa sono i Calcoli Renali

I Calcoli Urinari sono ammassi che si formano quando l’urina si trova in una condizione di eccessiva salinità, tanto da diventarne satura: si creano dapprima dei piccoli cristalli, che poi, se si legano tra loro, raggiungono dimensioni maggiori, e si sedimentano in tutto il sistema urinario. Possono esserne quindi interessati i reni, la vescica e gli ureteri.

Le particelle di cui sono costituiti, infatti, sono di differenti dimensioni, che in genere variano da un grandezza massima di 2 centimetri; a una minima, più piccola di un granello di sabbia, e quindi non visibile ad occhio nudo.

Quando i calcoli si sviluppano, hanno un aspetto simile a sabbia, e prendono il nome di Renella: se rimangono di questi volumi, possono essere facilmente eliminati con l’urina, senza provocare alcun disturbo al soggetto colpitone.

Se invece raggiungono un diametro medio, rappresentano la maggiore criticità per l’organismo, in quanto hanno una dimensione tale, che possono vagare in tutto l’apparato urinario, passando da un tratto all’altro. Il problema di questa fase, è che quando il calcolo cresce anche solo di un valore minimo, rispetto alla sua grandezza precedente, non riesce poi più a proseguire nel suo percorso, e causa delle ostruzioni improvvise. Nel casi più acuti si presentano le coliche renali, ossia dei fenomeni dolorosi improvvisi, e molto forti, a livello della zona lombare.

Infine, quando il calcolo raggiunge dimensioni grandi, anche di due centimetri e mezzo, non può più spostarsi dalla zona in cui si era depositato, e diventa molto problematico perché può causare complicazioni più o meno gravi, in quanto può arrivare ad ostacolare l’eliminazione dell’urina.

Cause

Le cause che scatenano le calcolosi, possono essere differenti, tutte però, portano a una condizione comune di urina troppo ricca di minerali.

In primis, troviamo un’introduzione di volumi di acqua troppo limitata rispetto al fabbisogno giornaliero richiesto dall’organismo. Infatti, il bere poco, fa sì che l’urina che produciamo, sia di piccoli volumi, e risulti avere un’alta concentrazioni di soluti al suo interno. Anche chi suda molto, si ritrova con questa problematica, infatti, gran parte dell’acqua introdotta, viene eliminata all’esterno, sotto forma di sudore.

Altro fattore scatenante è l’alimentazione. Introdurre infatti, spesso ed in grandi quantità, cibi ricchi in calcio e in acido ossalico, può indurre le calcolosi. I soggetti a rischio, dovrebbero quindi prestare attenzioni, ed evitare l’assunzione abbondante di latte, latticini e derivati (che apportano molto calcio); ed alimenti come , caffè, spinaci, rabarbaro, melanzane, frutta secca, bietole e pomodori, che sono ricchi in acido ossalico. L’acido ossalico, è un minerale, che viene accumulato dalle piante per difesa dagli animali ruminanti. Nell’organismo umano, è eliminato come sostanza pericolosa, in quanto, ad alte dosi, va ad irritare le pareti intestinali. Inoltre, ha una grande capacità di legarsi a minerali che per l’organismo sono importantissimi, impedendone l’utilizzo da parte del corpo umano. Primo tra tutti il calcio: l’acido ossalico, si lega quindi al Calcio, rendendolo da una parte indisponibile per l’organismo; e, dall’altra parte, questa unione forma cristalli di ossalato, che precipitano e originano i calcoli.

Quasi la totalità dei calcoli, sono infatti formati da ossalati e fosfati di calcio.

Altri fattori di rischio correlati all’alimentazione, sono un abuso di sale e/o di zuccheri, l’alcol e l’obesità.

Anche le variazioni del pH dell’urina possono causare questa problematica: un pH troppo alto, induce la formazioni di ossalati di Calcio; al contrario, un valore troppo basso fa precipitare l’acido urico, altro pericolo per le calcolosi. L’acido urico, origina nel corpo umano come prodotto del metabolismo delle purine, basi azotate che servono per la sintesi degli acidi nucleici, quali DNA e RNA. Viene monitorato dagli esami del sangue come Uricemia, valore che indica la concentrazione plasmatica di acido urico. Se i livelli di uricemia, sono troppo elevati, si arriva a una condizione critica, in cui l’acido urico precipita, e si formano cristalli tipici della gotta. Quindi anche un’alimentazione troppo ricca di proteine, è un fattore di rischio per questa patologia.

Le infezioni urinarie, possono a loro volta portare alla formazione di calcoli.

Rimedi Naturali

Va specificato, che dal punto di vista erboristico, si può intervenire solo nei casi in cui si formino calcoli sabbiosi, abbinando tra loro piante, che, aumentando la diuresi, favoriscano l’espulsione con le urine della renella. Infatti, i prodotti diuretici, non devono essere assunti da chi ha calcoli di medie e grandi dimensioni già formati: infatti, lo stimolo ad eliminare volumi abbondanti di urina, può causare la dislocazione del calcolo dalla sua sede, e causare ostruzioni e coliche renali qualora si blocchi all’interno degli ureteri. Inoltre, va tenuto presente, che il prodotto ideale preventivo e trattante le calcolosi, non deve mirare solamente all’eliminazione di acqua con le urne, ma deve prevenire la formazione dei cristalli di ossalato di calcio. Infatti, per effetto contrario, se in un soggetto predisposto, andassimo ad eliminare troppa acqua con la minzione, allora potremmo indurre maggiormente la formazione del calcolo, perché alcuni sali potrebbero precipitare più facilmente.

Esistono piante, utilizzate in erboristeria, che aiutano l’eliminazione di azoto con le urine, dette azotouriche; altre che favoriscono l’espulsione di acido urico (uricosuriche); e le dette cloriruche, che quindi favoriscono l’escrezione del cloro.

Questi elementi sono: il Tarassaco, La Verga d’Oro, la Bardana, l’Orthosiphon, la Pilosella, la Betulla, il Mais, la Cicoria, il Carciofo, la  Salsapariglia e il Ribes Nero. Si possono trovare in formulazioni fluide, in decotti e/o tagli tisana, e anche in compresse contenenti l’estratto secco.

Come abbiamo precedentemente osservato, prestare attenzione alla propria alimentazione è fondamentale per andare a prevenire questo disturbo. In primis, riducendo l’ingestione di cibi ricchi di ossalato, che, come abbiamo visto, è la prima causa della formazione di calcoli: frutta secca, tè, caffè, barbabietole, bietole, asparagi, spinaci, cavoli, cime di rapa, fragole, cacao sono degli esempi. Da limitare anche le fonti iperproteiche; e carne, che, contenendo una grande quantità di purine, apportano molto acido urico.

Vanno aumentate le fonti di Vitamina B6 e di Magnesio, sia con la dieta, che con l’integrazione erboristica, poiché questi elementi limitano la formazione di ossalati. Lo stesso vale anche per le fibre, che limitano l’assimilazione a livello intestinale degli stessi ossalati.

Fondamentale, infine, l’introduzione di idonei volumi di acqua, soprattutto in soggetti che fanno sport, o che tendono ad eliminare molti liquidi con il sudore; o se si è soggetti a disturbi dell’apparato digerente come vomito e diarrea.

 

 

 

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