Focus su organi e disturbi collegati

Il Colesterolo

Il Colesterolo

Cos’è il Colesterolo

Il Colesterolo, è una molecola lipidica, appartenente alla famiglia degli Steroidi. Gli steroidi, sono una classe di lipidi che derivano dallo squalene (un triperpene che presenta 30 atomi di carbonio), che in seguito a una serie di reazioni si trasforma in Lanosterolo, steroide che presenta all’interno della sua struttura quattro anelli di carbonio, tre dei quali a 6 atomi, l’ultimo, invece, ne presenta 5. In seguito a una serie di reazioni chimiche, il lanosterolo perde tre atomi di carbonio, ed origina il Colesterolo (molecola che presenta infatti 27 atomi di carbonio).

Il colesterolo è una molecola presente in tutte le cellule animali. Tuttavia, le aree dove lo si ritrova più concentrato, sono il midollo spinale e il cervello. Il colesterolo è un lipide fondamentale per l’uomo, perché è precursore degli acidi biliari, della Vitamina D e di tutti gli ormoni steroidei. Gli ormoni steroidei, infatti, sono sintetizzati dalle gonadi e dalle ghiandole surrenali a partire dal colesterolo, e si dividono in 5 gruppi:

  • Mineralcorticoidi (come l’Aldosterone);
  • gli Estrogeni (dei quali il più rappresentativo è l’estradiolo, indispensabile per il controllo del ciclo mestruale);
  • i Progestinici (dei quali fa parte il Progesterone, ormone che prepara l’utero a ricevere l’ovulo fecondato, e che protegge la gravidanza);
  • gli Androgeni (gli ormoni sessali maschili, come il testosterone e l’androsterone, che regolano gli organi di riproduzioni, e inducono la comparsa dei caratteri sessuali maschili secondari);
  • i Glucocorticoidi (di cui fanno parte il cortisone e il cortisolo).

Il colesterolo che ritroviamo all’interno del corpo umano, ha per circa l’80% origine endogena, cioè sintetizzata dall’uomo, in particolare dal fegato; il restante 20% ha derivazione esogena, ossia è introdotta nell’organismo dagli alimenti di origine animale.

Colesterolo LDL e HDL

Una volta che il colesterolo è stato prodotto dal fegato, o che viene introdotto dagli alimenti, affinché possa essere utilizzato dai vari distretti dell’organismo, deve essere introdotto nel torrente circolatorio. Essendo però un lipide, risulta insolubile, e di conseguenza ha bisogno di un trasportatore a cui attaccarsi. Si lega quindi a proteine plasmatiche, che una volta che creano legami con il colesterolo, diventano lipoproteine plasmatiche.

Le lipoproteine, vengono classificate a seconda della loro densità, e si differenziano in:

  • Chilomicroni: vengono prodotte a livello dell’intestino tenue, e sono dirette al tessuto muscolare ed adiposo, ai quali veicolano il colesterolo esogeno. Sono quelle a densità minore, e le troviamo all’interno del torrente circolatorio solamente nel periodo dopo i pasti;
  • VLDL: sono lipoproteine a densità molto bassa, e si occupano di legare i trigliceridi prodotti dal fegato, e portarli ai vari tessuti;
  • IDL: sono lipoproteine a media densità, e derivano dal metabolismo delle VLDL;
  • LDL: sono lipoproteina a bassa densità. Vengono anche identificate come “Colesterolo Cattivo”, e si occupano di portare il colesterolo sintetizzato dal fegato, alle varie cellule dell’organismo.
  • HDL: sono lipoproteine ad alta densità. Sono definite anche “Colesterolo Buono”, e hanno il compito di prelevare il colesterolo dai tessuti, e di farlo arrivare al fegato.

Il valore con il quale si misura la concentrazione di colesterolo a livello del sangue, è definito Colesterolemia, e a digiuno non deve superare i 200 milligrammi per decilitro di plasma: le LDL devono risultare inferiori ai 130 mg/dl di plasma, mentre le HDL devono essere superiori negli uomini ai 45 mg/dl, e nelle donne ai 50 mg/dl di plasma. Se i valori risultano essere discostanti da questi range numerici, allora si parla di ipercolesterolemia

Rischi per l’organismo

Ma cosa causa un eccesso di colesterolo nel sangue? E perché è così importante che esista un rapporto equilibrato tra LDL ed HDL?

Si parla di ipercolesterolemia, quando i valori di colesterolo superano i 240 mg/dl di plasma dopo un periodo di 12 ore di digiuno, o quando c’è un rapporto sbagliato tra i valori LDL ed HDL.

Il rischio maggiore per l’organismo umano, è l’ischemia, in quanto le lipoproteine LDL, si vanno ad accumulare all’interno delle pareti arteriose, creando delle placche aterosclerotiche all’interno delle arterie, e di conseguenza l’aterosclerosi. La placca, una volta creatasi, scatena un processo infiammatorio dell’intima, che è lo strato più interno dell’arteria. L’infiammazione, una volta creatasi, richiama piastrine ad attività riparatoria, che una volta arrivate nel luogo dell’infiammazione, aderiscono alle pareti del vaso, facendo aumentare la dimensione della placca, e aumentando il rischio delle formazione di trombi. I trombi sono masse solite che si trovano ancorate alla parete del vaso e che vanno ad ostacolare o a limitare la circolazione sanguigna.

Le conseguenze più gravi dell’ipercolesterolemia, sono:

  • ischemia: arriva meno afflusso di sangue all’interno di un distretto dell’organismo, con conseguenze critiche per i vari tessuti che non vengono sufficientemente irrorati. Se il tessuto interessato è il cervello, si parla di Ischemia Cerebrale, e può portare a deficit motori, della vista e del linguaggio, e perdita di conoscenza. Se l’attacco ischemico è grave, si parla di ictus cerebrale, e può causare anche la morte.
  • infarto: lesione di un organo con conseguente necrosi tissutale, dovuta a un’interruzione della circolazione sanguigna, in genere da embolo o da trombo. Se il vaso interessato è l’arteria coronarica, allora si parla di infarto cardiaco, o di infarto del miocardio.
  • ictus: colpisce il cervello, ed è causato da morte cellulare per mancata irrorazione di sangue.

Ipocolesterolemia

Altrettanto grave, è l’ipocolesterolemia, ossia la situazione in cui i livelli di colesterolo risultano essere in deficit per adempire alle richieste dell’organismo umano. E’ una situazione potenzialmente dannosa per la salute, poiché, come abbiamo visto, il colesterolo è alla base della sintesi degli ormoni steroidei, della Vitamina D e degli acidi biliari.

Si parla di ipocolesterolemia, quando i valori ematici di colesterolo risultano essere al di sotto dei 120-130 milligrammi per decilitro di plasma.

Fattori che possono portare all’ipocolesterolemia sono la malnutrizione, problematiche alla tiroide, anemie croniche, tumori maligni e insufficienze epatiche. Anche i soggetti vegani possono trovarsi con questa problematica, poiché non introducono con la dieta alcun tipo di cibo animale.

 

 

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