Focus su organi e disturbi collegati

Iperplasia Prostatica Benigna

L’Iperplasia Prostatica Benigna

Con il termine BPH (Benign Prostatic Hyperplasia) si indica una crescita benigna ed eccessiva della ghiandola della prostata.

La Prostata

La Prostata è una ghiandola fibromuscolare appartenente all’apparato genitale maschile, a forma piramidale, capovolta, tal da sembrare una castagna, situata nella zona dell’addome al di sotto della vescica, nella zona anteriore al retto.

La funzione di quest’organo, è di produrre un secreto, che al momento dell’eiaculazione, diventa componente dello sperma, e ha la funzione di nutrire e veicolare gli spermatozoi e mantenerli quindi in vita. La prostata ha dimensioni molto piccole, lunga circa 4 centimetri, profonda 2 cm, ed alta 3 cm, con un peso dai 10 ai 20 grammi.

L’iperplasia prostatica benigna, si presenta come un ingrossamento dell’organo, non dovuto a un aumento del volume cellulare, ma derivante da un incremento nel numero delle cellule parenchimali e stromali (appartenenti cioè al tessuto connettivo dell’organo). Per questo motivo è scorretto parlare di ipertrofia (ingrossamento di un organo derivante dall’aumento della dimensione delle singole cellule, che però rimangono di numero invariato rispetto allo stato di salute), ma di iperplasia (l’organo in oggetto aumenta di dimensioni in quanto il volume cellulare rimane invariato, ma si assiste ad un incremento del numero delle unità).

Sintomatologia

L’iperplasia prostatica benigna, si presenta come abbiamo visto, con un aumento del volume dell’organo. Quando un organo varia di dimensioni, riflette delle reazioni avverse agli organi vicini. Il primo distretto a risentire di questo problema, è la vescica.

L’aumento del volume della prostata, infatti, comprime dapprima l’uretra, e conseguentemente la vescica, rendendone più difficoltoso il completo svuotamento. Questo causa disturbi della minzione, come la diminuzione del volume di urina eliminato, e la minore potenza del getto, che innescano la sensazione di non aver svuotato la vescica completamente.

Si assiste alla comparsa di nicturia, cioè lo stimolo di urinare ripetutamente durante la notte; la pollachiuria, ossia la necessità di urinare con maggiore frequenza durante il giorno; e l’urgenza minzionale, ovvero la necessità incontenibile di urinare all’improvviso.

Considerando che questa problematica, provoca uno svuotamento incompleto della vescica, si può assistere ad un aumento della proliferazione batterica a livello vescicale, con conseguente formazione di cistite e infezioni urinarie. Inoltre, può avvenire un fenomeno di aumentata concentrazione di sali minerali presenti in quella porzione di urina che si ritrova a ristagnare in vescica, con conseguente comparsa di renella e di calcoli alla vie urinarie, che nelle condizioni più gravi arrivano all’insufficienza renale.

La prostata, essendo posizionata in zona anteriore al retto, se si ingrossa, può creare dolori in questa zona dell’intestino, o durante la defecazione.

Altra sintomatologia che può insorgere, è dolore nella zona del perineo, ossi il luogo in cui convergono quasi tutti i muscoli presenti nel pavimento pelvico, e a seconda dei casi, il dolore si può avvertire in posizione eretta, o al contrario, stando seduti. Il dolore, può anche interessare direttamente i testicoli.

Cause

Riguardo alle cause che innescano l’iperplasia prostatica benigna, non ci sono ancora delle certezze, tuttavia sembrerebbe che un metabolita del testosterone, il diidrotestosterone, sia coinvolto nella moltiplicazione e quindi nell’aumento del numero di cellule epiteliali, e del tessuto connettivo, della prostata; fattore che risiede alla base del problema.

Si è infatti notato, che la classe di farmaci che inibisce l’enzima 5-alfa-reduttasi (come la Finasteride e la Durasteride), danno effetti positivi in soggetti colpiti da iperplasia prostatica benigna, infatti, questa classe di attivi, riesce a bloccare l’attività dell’enzima che trasforma il testosterone nel suo metabolita diidrotestosterone.

Fattori di Rischio

Se le cause della patologia non sono ancora certe, sono invece noti i fattori di rischio che possono portare a questa problematica.

In primis l’età. A partire dai 40-45 anni, nell’uomo, si assiste a una variazione ormonale, che porta a una diminuzione della produzione di testosterone. Se questa modifica all’equilibrio ormonale, è di grande entità, può portare l’individuo maschile alla comparsa di un quadro clinico particolare, definita ipogonadismo. L’ipogonadismo, si riflette, come la pre-menopausa e post-menopausa femminile, su differenti distretti dell’organismo:

  • apparato sessuale maschile: diminuzione del desiderio sessuale, disturbi dell’erezione e diminuzione del volume dell’eiaculato;
  • apparato muscolare: riduzione del volume muscolare, e della forza fisica. Cause che portano alla comparsa di debolezza ed astenia;
  • diminuzione del tono dell’umore: i cambiamenti del corpo umano e il calo delle prestazioni fisiche e sessuali, instaurano inevitabilmente una variazione del tono dell’umore, che porta a tristezza e anche a stadi depressivi;
  • sindrome metabolica: aumenta la probabilità di insorgenza di malattie quali il diabete di tipo due, o l’aumento dei livello di trigliceridi e colesterolo LDL nel sangue;
  • tessuto adiposo e osseo: aumenta l’accumulo di tessuto adiposo nella zona addominale, e si indebolisce quello osseo, con il rischio di insorgenza di osteoporosi.

In genere, gli individui affetti da ipogonadismo, vengono sottoposti a cure a base di testosterone: in questi casi, si è osservato, che oltre al miglioramento dello stato generale del’organismo, perché come abbiamo visto, l’ipogonadismo porta a diverse problematiche in tutto il corpo maschile; si assiste anche a una diminuzione dell’iperplasia prostatica.

Un altro fattore di rischio sono i disturbi circolatori: se l’individuo soffre di disturbi circolatori, come sangue molto lento e denso, allora si assisterà ad un aumento della pressione, e ad un incremento della concentrazione del testosterone.

Da non sottovalutare anche l’ereditarietà.

 

 

 

 

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