Le Piante Officinali

L’Ortica

Ortica

(Urtica Dioica)

Aspetti Botanici:

L’Ortica è una pianta bienne, o perenne, appartenente alla famiglia delle Urticacee.

E’ caratterizzata da fusti quadrangolari, di colore verde, sui quali crescono foglie opposte, ruotate di 90° rispetto alla coppia cresciuta sotto. Sono di grandi dimensioni, allungate, di colore verde acceso, a margine seghettato. Sia i fusti, che le foglie, sono ricoperti di peli ghiandolari silicizzati, che contengono un secreto urticante per l’epidermide. Infatti, all’interno del liquido prodotto, sono presenti bioammine, tra cui istamina al 2%: la reazione che si scatena sulla pelle è di bruciore, e si assiste alla comparsa di vesciche, rossore e gonfiore.

I fiori dell’ortica, sono organizzati in infiorescenze a spiga, sono di colore verde, e presentano cinque sepali e cinque petali: sono inseriti all’ascella delle foglie.

Le radici sono molto sviluppate, ed è presente anche un rizoma di grandi dimensioni, fusto sotterraneo a scopo di riserva: entrambi, sono di colore giallognolo.

Usi:

Dell’Ortica vengono utilizzate le sommità fiorite, le foglie ed anche la frazione ipogea di radice e rizoma: i preparati sono rivolti a tantissimi distretti dell’organismo.

Considerando le foglie e i fiori, il fitocomplesso è costituito da minerali quali ferro e silicio; sono poi presenti vitamine, tra le quali predomina la Vitamina C; flavonoidi ed acidi organici.

In primis, L’Ortica, rileva un’attività depurativa e diuretica. E’ rivolta quindi ai casi di renella, e per chi soffre di disturbi ed infiammazioni alle basse vie urinarie.

Come abbiamo visto, è una pianta molto ricca in minerali, per questo è impiegata anche come ricostituente, e come pianta stimolante che dà sostegno all’organismo. E’ da utilizzarsi quindi come eutrofico, e come pianta che dà sostegno all’organismo. E’ quindi da utilizzarsi in tutti i casi di convalescenze, stress fisico, deperimento dell’organismo, astenia e stanchezza fisica. E’ una pianta ottima anche come aiuto per gli anziani. Inoltre, come rimineralizzante, può essere assunta per prevenire le fratture ossee e l’osteoporosi.

Si evidenziano effetti positivi sull’organismo femminile, come sostegno durante il ciclo mestruale, e per prevenire le emorragie uterine.

Le radici di Ortica, invece, sono ricche di lignani, lecitina, cumarine e saponine steroidee. Hanno una azione diuretica, e danno benefici anche in caso di iperplasia prostatica. Ricerche, hanno infatti evidenziato, che l’estratto di radice di Ortica è in grado di far aumentare la quantità di testosterone biodisponibile nel sangue, di una quantità anche di 10 volte maggiore rispetto al valore iniziale.

L’Ortica, però, ha molteplici impieghi non solo ad uso interno, ma anche ad uso topico.

Rientra come ingrediente all’interno di formulazioni mirate sia al trattamento della pelle del viso, che dei capelli. Per quanto riguarda l’epidermide, l’estratto di Ortica, esercita azione antinfiammatoria, ed è consigliato per le pelli grasse: va bene quindi in caso di foruncolosi, acne, dilatazione di pori, sebo in eccesso.

A livello del cuoio capelluto, invece, l’azione è duplice. Da una parte l’attività antinfiammatoria e depurativa agisce in casi di forfora e di cute sebacea e/o asfittica. Dall’altra, l’azione rimineralizzante, la rende ottima per prevenire e trattare la caduta dei capelli, e per irrobustire le chiome fragili che tendono a spezzarsi. Shampoo a base di Ortica, aiutano anche a prevenire e a trattare il problema delle doppie punte.

L’Ortica, rientra anche nelle formulazioni topiche rivolte al cavo orale: la ritroviamo infatti, sia in dentifrici, che in collutori. Grazie all’azione rimineralizzante, aiuta infatti a irrobustire, e a fortificare i denti.

Curiosità

Il pelo dell’ortica, è un pelo di tipo urticante. I peli di questo tipo, a livello botanico, rientrano nel gruppo dei tricomi. Sono strutture unicellulari, a forma allungata, e contengono al loro interno sostanze irritanti. Le pareti del pelo, sono calcificate, mentre la punta è silicizzata, e si spezza ad ogni minimo urto. Se si tocca un’ortica in senso opposto alla direzione dei peli, la punta del pelo si rompe, e le pareti calcificate della cellula, si vanno ad infilare all’interno della nostra epidermide come tanti piccoli aguzzi aghi. Il liquido viene riversato all’interno dei nostri tessuti, e nell’area di pelle colpita si manifestano irritazioni, con formazioni di vescicole, rossore, gonfiore e dolore.

Il liquido secreto e immagazzinato nei peli ghiandolari dell’ortica, è infatti un cocktail di sostanze irritanti quali istamina (fino al 2% del totale), acetilcolina, serotonina, acido formico, leucotrieni, acido acetico ed acido butirrico. La pianta, lo produce per protezione, a scopo difensivo.

 

 

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