Prodotti e Stagionalità

Carrube

Le Carrube

(Ceratonia Siliqua)

Aspetti Botanici

Le Carrube, sono il frutto del Carrubo, albero appartenente alla famiglia delle Caesalpinaceae.

Le piante sono molto longeve, possono infatti vivere anche diverse centinaia di anni. L’albero del Carrubo, è dioico, cioè esistono esemplari portatori di soli fiori maschi, e altri sui quali si sviluppano fiori prettamente femminili. Il ciclo fiorale, e il conseguente sviluppo del frutto, è molto lento. Infatti, la pianta fiorisce tra il mese di Agosto e quello di Settembre di un anno; mentre il frutto, si sviluppa e raggiunge la maturazione, tra l’Agosto e l’Ottobre dell’anno seguente.

I fiori, sono molto piccoli, di sfumature rossastre; mentre il frutto, la Carruba, è identificata botanicamente come una camara (una sorta di baccello). Le dimensioni sono di circa 10-15 centimentri, e si presenta con aspetto allungato, dapprima di colore verde, poi, a maturazione, assume un tono bruno-nerastro. Questi particolari frutti, hanno epicarpo liscio; mesocarpo carnoso, di sapore dolce, nel quale sono presenti una fila di semi molto duri, bruni anch’essi. I semi del Carrubo, appaiono tondeggianti e leggermente appiattiti, durissimi e non commestibili in questa forma.

Proprietà Nutrizionali

La Carruba, è edibile al 100%. E’ composta per il 10% di acqua, il 3,3% di proteine, lo 0,7% di lipidi, il 49,9% di zuccheri (di cui 0.9% di amido), e 23.1% di fibra totale. Un etto di prodotto, apporta circa 207 Kcal.

Considerando l’apporto minerale, il più caratterizzante è il Calcio, presente in ben 348 mg per etto; ne seguono il Fosforo, con 79 mg; il Magnesio, con 54 mg; il Ferro, con 2.9 mg; e infine lo Zinco, con 0.92 mg.

Considerando questi apporti nutrizionali, si può capire che le Carrube sono un alimento molto adatto per chi soffre, o ha tendenze, di osteoporosi, mentre, vanno consumate con attenzioni da chi ha problemi di glicemia, o diabete. A tal proposito, va tenuto in considerazione, che l’indice glicemico è pari a 15.

L’alto contenuto in fibre, rende la Carruba rende un ottimo aiuto per la regolarità. Infatti, a contatto con l’acqua presente nel lume intestinale, la fibra rigonfia, andando a stimolare la peristalsi, e quindi la motilità. Inoltre, questo frutto, grazie alla presenza di pectine, contrasta l’acidosi dello stomaco, e di conseguenza è adatta per attenuare i fenomeni di reflusso gastro-esofageo.

La Carruba, per le sue proprietà nutrizionali, è rimasta per molti secoli alla base dell’alimentazioni delle fasce povere della popolazione, ed è stata ampiamente impiegata anche come mangime per gli animali, soprattutto per i cavalli.

Farina di Carrube

La Carruba, è oggi un alimento poco consumato, infatti è molto raro trovarlo nei reparti del supermercato. E’ però di grandissima importanza per il settore alimentare, poiché impiegata per ricavare la Farina di Carrube. Questa, può derivare direttamente dalla polpa, in questo caso si parla di Polvere di Carruba; oppure dai semi, identificata invece con il nome Farina di Semi di Carruba.

Il prodotto ottenuto dai semi, ossia la Farina, è usata come addensante e gelificante naturale dall’industria alimentare, e nei vari preparati, è indicata nella lista degli ingredienti con la sigla E410. La Carruba, infatti, presenta galattomannano, un polisaccaride costituito da mannosio e galattosio, in rapporto di 4:1, che ha capacità di assorbire quantitativi di acqua anche pari a più di 100 volte rispetto il proprio peso.

La Carruba, inoltre, è sfruttata anche per realizzare sostituti del cioccolato, e del cacao.

Curiosità

Si crede che il termine Carruba, derivi dalla parola Carato.

Il Carato è sempre stata l’unità di misura per pesare le gemme e l’oro.

Il Carato, è legato alla Carruba poiché i semi di questa pianta appaiono tutti di grandezza più o meno simile. Pesandoli su una bilancia, e facendo una media aritmetica dei numeri ottenuti, si ottiene sempre, il risultato di 0.2 grammi, che è il valore del carato. Infatti, il carato metrico, viene identificato come valore di massa, pari a 1/5 di grammo, ossia 0.2 grammi.

I semi di Carrube, infatti, sono sempre stati gli ordini di paragone, per catalogare gemme, preziosi, e oro.

 

 

 

SEGUIMI E CONDIVIDI SU:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *